domenica 5 luglio 2015

La Dottoressa Hulda Clark.

Quella che segue è la trascrizione di un'intervista televisiva che tratta di temi estremamente delicati e, per alcuni, dolorosi. Pertanto, pur pubblicando il testo, noi de 'La Gazzetta del Mistero' vogliamo prendere le distanze dai contenuti restando neutrali.

Buona Lettura:


Le informazioni contenute in questo documentario non necessariamente rispecchiano le opinioni della Zero Point Film, del suo direttore o dei suoi produttori. 

Questo filmato si propone di educare e informare il pubblico sulle ricerche e le osservazioni della dottoressa Hulda Clark.

Non dev’essere considerato un consiglio medico.

Prima di assumere qualunque integratore vitaminico o di alterare la vostra alimentazione, consultate un professionista esperto in materia di salute. 
Educare voi stessi e diventare più consapevoli circa le vostre condizioni di salute vi darà un aiuto complementare a quello che ricevete dall’attenzione professionale medica. 
Produttori 
La Zero Point Films presenta: 
La Guarigione 
Capitolo 1 La Causa 
Cape Code Massachusetts 
Nancy Caffyn Rappresentante dello Stato del Massachusetts  Ha usato il metodo Clark 
Nancy Caffyn: Nel 1998, mentre mi stavo candidando all’elezione quale membro dello Stato, non solo probabilmente ero straordinariamente affaticata, ma avevo sempre mal di gola; così cominciai ad andare dal medico in cerca di aiuto, ma senza risultato; perciò mi resi conto che c’era qualcosa che non andava. E alla fine mi si gonfiarono i linfonodi, sicché in febbraio mi feci vedere da un otorino-laringoiatra, che ipotizzò un linfoma. A quel punto decisi di andare in uno degli ospedali di Boston: pensavo che, nel caso dovessi sottopormi a un intervento, o se avessi avuto un qualsiasi problema, era meglio farmi ricoverare in uno dei migliori ospedali, per cui mi recai al Mount Sinai, dove dopo una biopsia alla lingua mi fu diagnosticato un tumore retrolinguale. L’intervento che mi proponevano era parecchio invasivo. Chiesi ad altri specialisti un secondo, un terzo, quarto e quinto parere. Andai in un altro ospedale, al Dana Farber, e parlai con il primario capo di tutti i dipartimenti del Dana Farber, che è uno dei più avanzati di Boston nella cura del cancro, probabilmente uno dei più famosi nel mondo; anche lì mi confermarono la necessità di questo intervento molto invasivo, che avrebbe significato tagliar via parte della lingua. La prospettiva non era quindi molto felice. 
Poi, dopo circa 3 settimane e mezzo, entrai in ospedale per sottopormi a un test pre-operatorio – infatti stavo ancora procedendo come se volessi fare l’intervento tradizionale. E così facemmo l’esame, la TAC e tutte le altre procedure Il giorno dopo, il medico mi chiamò per dirmi che l’intervento non era più necessario. Gli chiesi perché, e mi rispose che il tumore era sparito. Così gli domandai cos’era successo, e mi disse che era un miracolo. 

Mike: Chi è che le disse che era un miracolo?
Nancy Caffyn: Era un certo dott. William Montgomery, che lavora al Mount Sinai ed è noto in tutto il mondo; avevo iniziato ad andare da lui perché mi sembrava il più empatico e comprensivo, e anche il più competente in campo oncologico.  
Mike: Che consiglio Le diede? 
Nancy Caffyn: Il suo consiglio fu: continua a fare quello che hai fatto finora; qualunque cosa sia, continua quel trattamento. 
Spero di poter incoraggiare la medicina alternativa nello Stato del Massachusetts. Ho anche lavorato molto per ottenere il sostegno e il contributo di altre parlamentari, e penso che faremo grandi passi avanti, perché occorre dare alla gente la possibilità di una scelta alternativa prima dell’intervento, prima della radioterapia o della chemioterapia, perché ho visto persone che hanno fatto tutti quanti questi trattamenti, e nonostante ciò i tumori sono tornati. 
Mike McElrea Famoso Personal Trainer 
Mike: Salve. Mi chiamo Mike McElrea. Sono un trainer personale e consulente nutrizionista qui a Santa Monica, in California. Da 5 anni uso il metodo della Dottoressa Hulda Clark per aiutare le persone ad eliminare  i parassiti e ripulire il corpo dall’inquinamento. Lei ha scoperto che parassiti e inquinamento sono le due cause del cancro. Ha anche scoperto che questi due fattori sono anche la causa di molte altre malattie. Nel suo nuovo libro “La cura di tutti i cancri avanzati”, la Dottoressa Clark presenta il modo in cui si può effettivamente guarire se stessi o i propri cari. Nei prossimi minuti vi faremo ascoltare medici specialisti, scienziati e pazienti che spiegano come hanno guarito se stessi, e sentirete la Dottoressa Clark spiegare come ha scoperto in che modo si formano il tumore e il cancro; e anche voi ne sarete affascinati come lo siamo stati noi. E ora, senz’altro indugio, la dottoressa Hulda Clark. 
Dottoressa Hulda Clark, Ph.D. Scienziata Ricercatrice 
HRC: Tutti i casi di malattia che ho visto nel mio studio in questi ultimi 10 anni avevano un parassita dominante. Ricordate che testavo ogni paziente con una serie di parassiti, circa 70. Nel libro ho elencato tutti i parassiti che testavo nei pazienti, quali e per quali malattie. Con grande sorpresa mi sono accorta che, se avevi il diabete, il parassita era sempre l’Eurytrema, o trematode pancreatico. Trematode pancreatico!!! Il diabete è una malattia del pancreas. 
Mike: Che ci può dire del verme piatto di cui Lei ha parlato, il trematode Fasciolopsis: come si introduce nel nostro corpo? 
 
Fasciolopsis buski 
HRC: Si trova nella carne e nei latticini, tranne che negli alimenti kasher. Avevamo giusto scoperto che il cibo kasher, e questo sarà anche menzionato nei libri, che i latticini kasher non hanno questi parassiti. Il che dimostra che è una questione d’igiene e pulizia. 
Mike: In questo momento gli spettatori che ci stanno guardando da casa si staranno contorcendo al pensiero: oddio, ho i parassiti nel corpo… e secondo la nostra ricerca, tutti li abbiamo. 
HRC: Certo, tutti li abbiamo. 
Mike: Dunque nelle Sue ricerche Lei ha trovato che tutti gli esseri umani hanno parassiti nel corpo, e fino a che siamo sani non succede niente, perché il corpo riesce a gestirli. La mia prossima domanda è: come ci liberiamo di questi tenaci batteri, parassiti e virus. Ha una risposta per questo? 
HRC: La risposta che ho trovato, già spiegata nel primo libro, è il mallo della noce nera. Ma il mallo dev’essere verde: nel mallo verde c’è qualcosa che uccide tutti i parassiti che ho testato. Naturalmente questo non significa che uccida proprio tutto! Ma diciamo pure circa un centinaio di varietà di parassiti. 
Mike: Lei mi sta dicendo che in tutta la nostra farmacopea, con tutti i milioni di dollari che abbiamo speso nella ricerca sul cancro, gli indiani americani, che lo usavano già centinaia d’anni fa, avevano già la soluzione al problema del cancro? 
HRC: Quelli che lo usavano, sì. Ma non so quanto folclore si è creato intorno a questo prodotto erboristico. Però in natura ci sono anche molti altri ottimi prodotti erboristici. Ci devono sicuramente essere altre piante che hanno lo stesso effetto. 
Mike: Ma lei ha trovato che questo era il miglior prodotto? 
HRC: Sì. E adesso abbiamo un prodotto essiccato e congelato che è anche più potente dell’estratto alcolico che chiamiamo tintura. E apparentemente essiccare i prodotti congelati conserva anche altri componenti della pianta, sicché non si ha veramente più bisogno di prendere anche i chiodi di garofano e l’assenzio. Beh, non sono ancora stati fatti abbastanza esperimenti per poter dire con sicurezza che questi ultimi due non sono più necessari. Ma ora una persona può usare la variante congelata-essiccata del prodotto ed evitare il fastidio aggiuntivo di dover assumere anche tanti chiodi di garofano e assenzio. 
Text Monaco, Germania Dott. Alan Baklayan Medicina Ortomolecolare (Naturopata) 
Alan Baklayan: Ho cominciato a essere molto interessato alla relazione tra parassiti e Candida. Sicché per prima cosa ho cercato nei libri di parassitologia degli ospedali. Con mia grande sorpresa, i libri di parassitologia dicono che in certi parassiti il fungo vive sulla pelle del parassita; questo è noto alla medicina ufficiale, non è una novità. Poi leggo i libri della Dottoressa Clark, e dice che il fungo può vivere NEL parassita. Sicché la cosa non è in contraddizione, al contrario. E lì c’era anche la spiegazione: le persone che non guarivano con la terapia antimicotica avevano i parassiti, e su quei parassiti avevano funghi vivi. Il momento in cui aggrediamo i parassiti con l’antiparassitario della Dottoressa Clark è esattamente il momento in cui la terapia antimicotica fa effetto. 
A partire da quel momento mi interessai ancora di più alla questione, e iniziai a leggere tanti libri, e poi mi procurai tutti i parassiti che potevo, e così sono riuscito a procurarmene più di 90/100. Tutti questi parassiti sono raccolti in un kit che ho fatto io e che è molto noto in Germania, specialmente presso le persone che lavorano con il Bicom: fanno i test con questo kit che contiene più di 50 parassiti, e cioè tutti i trematodi, e tutti i nematodi e i cestodi. 
Secondo la mia esperienza, non è sufficiente trattare solo il trematode Fasciolopsis Buski adulto. Bisogna anche cercare tutti gli stadi larvali, e non bisogna permettere che rimanga alcuno stadio in nessun organo. 
Vari stadi del parassita Fasciolopsis 
Alan Baklayan: Infatti, se rimane qualche larva, il paziente migliora, ma dopo un po’ il cancro ricompare, e quando ricompariva vedevamo che si era sviluppato di nuovo il buski; così dobbiamo assicurarci che l’organismo sia ripulito di tutti gli invasori, e che il sistema immunitario del paziente sia stabilizzato. 
Mike: Dunque c’è una relazione tra il cancro e due patogeni: il batterio Clostridium ed il parassita Fasciolopsis, che Lei chiama trematode. Come ha fatto a scoprirla?  
 
Batteri Clostridium 
HRC: Gli stadi larvali del parassita Fasciolopsis appartengono allo sviluppo maligno del cancro. Il Clostridium appartiene a quella parte del processo che corrisponde allo stadio pre-maligno, o della crescita del tumore. Come ce li prendiamo? È l’argomento della mia ricerca e ovviamente di quello che ho scritto nel libro sul cancro avanzato. I batteri Clostridium li mangiamo, perché si trovano dappertutto nella sporcizia. Ma non ci ammaliamo perché abbiamo mangiato il Clostridium presente nel cibo sporco. Ci ammaliamo perché mangiamo un piccolo parassita, molto comune nella sporcizia, che si chiama trematode del coniglio – naturalmente ha anche un nome scientifico – e questo trematode del coniglio si porta dentro il Clostridium, un po’ come il Cavallo di Troia che ha portato i soldati dentro la città. I Clostridia sono dentro il parassita. Per cui dopo aver mangiato il trematode del coniglio, che è contenuto in quasi tutti i cibi che credete siano assolutamente sicuri….. 
Mike: Carote? Radici di verdure? 
HRC: Carote crude, sì. Perfino carote cotte, sì. Perché questo parassita, il trematode del coniglio, non muore neanche alla temperatura di ebollizione.  
Testiamo tutti gli alimenti dei nostri pazienti per escludere la presenza di tre muffe: lo Zearalenone, la Patulina e l’Aflatossina. Nei miei test io trovo queste tre muffe, o meglio le micotossine che esse producono, non le muffe stesse. Ma le micotossine prodotte sono terribilmente tossiche. E le ritrovo sempre nei pazienti ammalati di cancro, proprio dentro il tumore. Non so esattamente cosa significhi questo, ma quando trovi che è un denominatore comune nei tumori, questo ti fa pensare che si tratti di qualcosa di importante. 
Mike: E da dove viene la muffa Patulina?
HRC: La Patulina si trova anche in altri frutti e piante, ma soprattutto l’abbiamo nelle mele. Non puoi pelare una mela senza trovare muffa sotto la buccia: è lì che c’è la Patulina. 
Mike: E’ quello che vediamo sulle macchie brune? 
HRC: Sì! La macchia brunastra è proprio Patulina. Non si tratta di una macchia bruna, è proprio un’area con muffa.  
Mike: Allora come ci consiglia di preparare e mangiare la frutta? 
HRC: Bisognerebbe non mangiarla. Bisogna assolutamente pelarla! Pelate le patate, pelate le mele, pelate le pere e le pesche. Pelate tutto! Sarete sbalorditi di vedere cos’avete mangiato. 
Mike: Come vede la questione della relazione tra un animale di casa e il malato? 
HRC: La “forfora” dell’animale, la sua saliva e la sua sporcizia si posano su tutto ciò che si trova nella stanza. Ho testato la polvere di una stanza in una casa in cui c’era un animale, diciamo un gatto – per quanto io ami i gatti – o un cane, e ci sono uova di ascaridi dappertutto e uova di tenie dappertutto: sul tavolo, sui ripiani dei mobiletti di cucina, sulle sedie, ovunque si voglia prelevare un campione di polvere. E perché non dovrebbero essercene? La nostra forfora è dappertutto. I nostri germi sono dappertutto. E perché non dovrebbero esserci i loro? 
Mike: E cosa fanno questi due parassiti al corpo? 
HRC: Sono molto aggressivi. Gli ascaridi ci causano alcuni dei danni peggiori. Causano attacchi epilettici, e moltissime malattie cerebrali. 
Tom & Lisa 
Tom: Circa 3 o 4 anni fa, credo 4 anni fa, Lisa incominciò ad avere delle crisi. Gli attacchi erano di vario tipo. Colpivano varie parti del corpo, cosa che sostanzialmente suggeriva ai medici che si trattasse di attacchi non-epilettici. Fece l’EEG, andò da diversi dottori. Comunque mi dissero della Dottoressa Clark (fu allora che sentii il suo nome per la prima volta) e del trattamento che lei usa per le crisi, cioè la noce nera. Provammo la noce nera perché non volevamo che prendesse altri farmaci per via dei loro effetti collaterali negativi, e la noce nera funzionò, così continuammo con quella. 
Mike: Quando ha incominciato con la noce nera ha avuto risultati immediati? 
Lisa: Cinque giorni dopo i miei attacchi cessarono. Adesso mi capita di averne magari uno ogni due mesi. 
 
Roma, Italia 
Mike: Allora lei è una dietista clinica? 

Valeria Panfili (Mangani)  Nutrizionista 
VALERIA PANFILI Sì, adesso lavoro con mio marito nel suo studio e seguiamo il protocollo della Dottoressa Clark. 
VALERIA PANFILI: Usiamo molti protocolli. Mio marito si occupa di medicina ortomolecolare qui in Italia. E’ il presidente dell’Associazione Internazione di Medicina Ortomolecolare italiana. Abbiamo conosciuto molti tipi di medicine. Mio marito conosce la medicina Ayuervedica, la medicina Tibetana, le vitamine, i minerali, gli aminoacidi, naturalmente, e tutto quel tipo di cose, la vitamina C secondo gli insegnamenti di Linus Pauling, e così via. In seguito abbiamo scoperto il protocollo della Dottoressa Clark e abbiamo visto che era molto, molto efficace. 
 
Dr. Adolfo Panfili Medico del Papa Giovanni Paolo II 
ADOLFO PANFILI Aiutiamo le persone a guarire dal cancro. Sì, abbiamo diverse persone che utilizzano i principi della Dottoressa Clark. La noce nera, la vitamina C, gli antiossidanti e la dieta alcalinizzante. E abbiamo avuto ottimi risultati. E le persone - sa quando si aumenta il livello degli elettroni nella cellula, quando si stabilizza la cellula con un acido grasso appropriato, quando si insegna alle persone come stare meglio semplicemente evitando i loro vecchi errori, poi il cancro non c’è più – è storia passata. 
Mike: Secondo quello che lei ha notato finora, che cosa ha funzionato nei pazienti che hanno usato la terapia della Dottoressa Clark? 
VALERIA PANFILI Ho visto grandi risultati. Grandi guarigioni. Lo posso dire perché non sono un medico come lo è mio marito. Così posso essere più sincera con lei. Anche in Italia i medici devono fare attenzione con il Governo. 
Mike: Allora ci sono problemi legali se si dice di poter effettivamente guarire il cancro? 
VALERIA PANFILI Certo che ci sono, sì. Non puoi dire che guarisci il cancro. Una volta è stato convocato dal governo, e gli hanno detto: «Sa, Dottor Panfili, lei è molto famoso, ma deve fare attenzione, perché non può dire che guarisce il cancro». E lui ha risposto «Ma non l’ho mai fatto!». Allora gli è stato detto che alcuni suoi pazienti andavano in giro dicendo di essere stati guariti, che erano malati e adesso erano guariti, com’è possibile? E lui ha risposto «Forse l’hanno detto loro, ma io non l’ho detto». Questo è possibile. Ma vede, il lavoro di un medico è più un lavoro di scrivere: devi prescrivere, non devi ricorrere alla medicina alternativa, non devi guardare così lontano, devi limitarti a prescrivere farmaci, senza preoccuparti d’altro. 
Mike: Per le persone che la criticheranno, visto che lei usa una parola forte nel titolo del suo nuovo libro, “CURA di tutti gli stadi avanzati di cancro”, forse potrebbe spiegare la parola cura e aiutarci a capire perché ha usato una parola così potente.
HRC: La parola cura è accurata. L’ho scelta perché descrive correttamente quello che stavo cercando di ottenere. 
Mike: Per cui adesso, per le persone che hanno il cancro, siamo nella seconda settimana del processo di recupero e in procinto di iniziare la terza settimana: abbiamo girato l’angolo. Questa parte del processo di guarigione dev’essere molto eccitante per Lei quando sta lavorando con il paziente. Che cosa vede? 
HRC: Alla fine della prima settimana abbiamo ripulito i tessuti così in profondità che a quel punto possiamo permetterci di cercare di far aprire il tumore. Vede, nel tumore c’è ancora tutta la roba che avete eliminato dal resto dei vostri tessuti. Forse vi siete liberati di tutti i parassiti, di tutti i batteri, di tutti i metalli pesanti, i plastificanti, i solventi, tutto quello che avete ripulito durante la prima settimana, ma queste sostanze sono ancora presenti nei tumori. 
Mike: Sta dicendo che ha già arrestato la malignità, per cui il cancro adesso non può più ucciderti? 
HRC: Oh, quello lo facciamo il primo giorno. 
Mike: Il primo giorno? 
HRC: Sì, semplicemente somministriamo una grossa dose di mallo di noce nera. 
Mike: E questo cosa fa? 
HRC: Uccide le forme larvali del Fasciolopsis, o trematode intestinale. 
Mike: E questa è l’unica cosa che causa la malignità? 
HRC: Questa è la sola cosa che ho scoperto fino ad ora, in cinque anni di studio su circa 2000-3000 pazienti. 
Mike: Tutti i tipi di cancro? 
HRC: Sì. Forse ci sono altre cose, e altri scienziati possono cercarle, ma io non le ho trovate. 
Mike: Perché altri ricercatori non le hanno trovate? 
HRC: Non hanno guardato. 
Mike: Dunque abbiamo arrestato la malignità, siamo nella seconda settimana, e adesso Lei attacca il tumore. Quali integratori alimentari specifici utilizza per fare questo? 
HRC: Abbiamo trovato un solo modo affidabile per far aprire i tumori, e ovviamente non volevamo farlo troppo presto: se il corpo non è pronto, se il fegato non è pronto a sopportare un apporto elevato di aflatossine e azocoloranti che usciranno fuori dai tumori, si può fare un gran danno, e il paziente può morire a causa delle tossine uscite dal tumore. 
Mike: Ma questi tumori sono stati causati dalle aflatossine e dai coloranti di cui abbiamo parlato prima? 
HRC: Giusto, e da altre cose. 
Mike: Si sono accumulate negli anni di vita, e adesso abbiamo tumori. 
HRC: Esatto. Di come si forma ho parlato un po’ nel libro; abbiamo un’idea abbastanza chiara di come in realtà si forma un nucleo tumorale. Ad ogni modo, quando arrivi ad avere nel corpo una collezione di tossine è come avere mucchi di spazzatura rinchiusi in casa in qualche armadio chiuso, “al sicuro”. Se ora vuoi ripulire la casa, ti limiterai ad aprire i depositi di spazzatura? No! Potrebbe essere un disastro ancora peggiore. 
Mike: Prima di continuare, parliamo un po’ degli azocoloranti. Da dove li prendiamo? 
HRC: Gli azocoloranti erano usati in passato come coloranti alimentari. 
Mike: In quali prodotti? 
HRC: Moltissimi prodotti. Per esempio la margarina. Usavano un azocolorante chiamato diamino azobenzene, abbreviato in DAB. 
Mike: Anche oggi? 
HRC: Oh no. No. Il loro potenziale cancerogeno è stato riconosciuto negli anni ’50, anche prima. Furono approvate leggi che vietavano l’uso di azocoloranti in quasi tutti gli alimenti. Almeno vietano gli azocoloranti cancerogeni. Alcuni coloranti sono ancora permessi, forse due o tre: nelle gelatine, nelle pasticche molli, ovviamente nelle caramelle e in molti altri prodotti. 
Mike: Per cui, se sono stati banditi negli anni ’50, come mai specialmente oggi si manifestano tanti cancri e tumori? 
HRC: Il fatto è sconcertante, e mi sono fatta anch’io la domanda. È una domanda che dovrebbe interessare chiunque venga a sapere che queste sostanze fuorilegge si trovano nei tumori. Arrivano tramite l’inquinamento dei nostri processi di produzione. Un processo industriale di produzione non riesce a essere completamente scrupoloso e attento. Adesso penso che la strada dell’inquinamento sia la normale candeggina usata come disinfettante, perché rilevo ipoclorito di sodio in tutti gli alimenti e materiali che sono inquinati da azocoloranti. Ma non ne abbiamo la prova. E abbiamo cercato di trovare un modo per testarli, ma non ho trovato laboratori in grado di testare la presenza di questi azocoloranti a livelli… a qualsiasi livello. Non sono abituati a ricercare azocoloranti negli alimenti perché si dà per scontato che gli alimenti non ne contengano. 
Mike: Il suo Syncrometro trova gli azocoloranti? 
HRC: Oh sì. Ne ho una serie di 18. Ho trovato che coesistono tutti insieme, specialmente i due più tremendi, dannosissimi, che sono il DAB, di cui ho parlato prima, e un altro chiamato Sudan Black B. Il motivo per cui considero questi due i più pericolosi è che sono i più difficili da eliminare dal corpo; quando tiriamo fuori dal corpo le tossine, questi due sono gli ultimi a uscire. E quando se ne vanno, quando il DAB è uscito dal corpo (come risulta testando con il Syncrometro), la fosfatasi alcalina scende a un livello normale all’esame del sangue. Moltissime persone muoiono a causa degli alti livelli di fosfatasi alcalina: attacca le ossa. 
Livelli di acidità della fosfatasi alcalina Zona di pericolo: 200 – 400
Normale alto 150-200 Normale 75-150 
Mike: Quindi questo per Lei è un marcatore importante da cercare nei malati di cancro? 
HRC: Oh sì. L’altro colorante, il Sudan Black B, quando riusciamo a rimuoverlo - e per questo ci vuole molto più tempo, perché si insedia proprio nel nucleo ed è molto difficile da tirar fuori - 
Mike: Dove trova il Sudan Black B? 
HRC: Insieme con gli altri azocoloranti che inquinano tutto ciò che si trova sul mercato: tutto ciò che è lavorato e trattato. 
Mike: La prospettiva sembra nera, ma forse nel libro ci può dare una lista di prodotti sani che possiamo scegliere. 
HRC: Ho elencato molti prodotti sani - e come sceglierli è forse meglio ancora - cosa più facile per il pubblico. 

Svizzera David P. Amrein Presidente della Dr. Clark Research Association 
DPA: Mi è capitato di incontrare la Dottoressa Clark circa 4 anni fa, e ho capito che è molto importante che le sue ricerche e scoperte siano usate e applicate in modo che la gente possa davvero star meglio. A tale scopo ho fondato la Dr. Clark Research Association e sto promuovendo la Dottoressa Clark in seminari, conferenze, e stiamo per aprire una clinica in Svizzera così da poter applicare il suo protocollo. Abbiamo, soprattutto in Germania e in Svizzera, molti terapeuti nel campo della medicina alternativa che usano i suoi protocolli, oltre a molti dottori medici, specialmente in Italia, che notano la tendenza ad usare questa terapia da parte dei dottori medici.  
Mike: Che risultati ottiene trattando il cancro? 
DPA: Dato che lavoro in stretto contatto con molti terapeuti vedo i risultati quasi giornalmente. Non sono tutti casi di cancro, ma casi incredibili, come persone alle quali rimane solo qualche giorno di vita, che poi stanno meglio. 
 
Capitolo 2 Pulizia del fegato & dei reni 
Mike: So che Lei sta lavorando per trovare sostanze per l’igiene e la cura del corpo che siano innocue e ci aiutino a stare meglio: creme per la pelle, e perfino dentifricio e tinte per capelli. È interessante perché i Suoi capelli non hanno un colore tradizionale. Cosa usa per tingersi i capelli?  
HRC: Sto facendo esperimenti sui coloranti per capelli, e per questo motivo un giorno mi vede con i capelli violetto, un altro giorno color ardesia, un altro più azzurrino, e magari più rosso un altro giorno. Sto provando a 
sviluppare una tinta per capelli sicura, perché penso che sia una vera tragedia che tutti i coloranti per capelli che si trovano sul mercato contengano azocoloranti, magari anche legittimamente, perché non sono controllati dalla FDA. 
Mike: Così questa potrebbe essere una grossa fonte del problema cancro? 
HRC: Una causa enorme. Lei potrebbe pensare che tanto i capelli crescono all’infuori, e pertanto come fa il colore a penetrare? Come no! Penetra! Non appena si fa la tinta, la tinta si vede sulla cute. Sulla cute c’è il grasso. Il colorante è liposolubile. Entra dritto nel grasso dello scalpo, e si deposita lì, come un serbatoio, per circa 6 settimane; dopo di che si rifà la tinta. E da lì il colorante si sposta nel fegato, ed in seguito si sposta nei vostri tumori e negli altri organi sofferenti. Non vedo motivi per cui non si possa avere una tinta facilmente smaltibile dall’organismo, e per questo motivo ho dedicato molto tempo a trovare una tinta per capelli sicura. Questa è l’Henné nera (marca Dalia). 
Mike: Quando lei consiglia di pulire l’ambiente della propria casa, come pensa si possa pulire anche l’ambiente costituito dai prodotti di igiene personale? 
HRC: Non usateli: non si possono ripulire:sono tutti inquinati. Dal dentifricio allo shampoo, a qualsiasi altro prodotto, sono tutti inquinati. Per questo la primissima cosa che facciamo, questo già il primo giorno del programma di cura in 21 giorni, è buttare via tutto, non semplicemente metterli da parte, perché comunque non si useranno più, ma proprio buttare via tutti i prodotti per la pelle, i capelli e quant’altro. 
Mike: Perché dobbiamo buttarli via? 
HRC: Sono tutti inquinati. La maggior parte di questi prodotti contiene alcool isopropilico, e azocoloranti, e sono anche inquinati da metalli pesanti. E’ scioccante. 
Mike: Ancora una domanda. Nel suo libro “Cancro-Cura e Prevenzione” Lei parla specificamente dell’alcool isopropilico, noto anche come “rubbing alcool” (alcol per frizioni). Com’è possibile che una sostanza così tossica venga usata in tanti prodotti commerciali, dal nostro shampoo al balsamo per capelli, ai prodotti per curare la pelle, e perfino al dentifricio? 
HRC: E senza nemmeno renderci conto che ci sta facendo male, vero? Lo usiamo da almeno 50 anni, forse anche di più. Ricordo che mio padre lo usava, ne acquistava una bottiglia e lo usava come dopo barba. Io penso che la sua tossicità sia molto sottile perché causa mutazioni nelle cellule. Ho scoperto le mutazioni con un Syncrometro. Forma complessi isopropilici con i nostri acidi nucleici. Non so se qualcuno li abbia cercati, ma i nomi dei suoi composti sono molto lunghi, e non voglio annoiarLa. Inoltre si combina anche con la nostra vitamina C: isopropil butin ascorbato. Così, forse, e questo dovrebbe essere attentamente studiato dai laboratori di biochimica, forse l’alcool isopropilico fa esaurire le riserve di acido ascorbico, o vitamina C, dell’organismo. 
Mike: Parlando di altre malattie, cosa di cui Lei ha scritto in altri libri, come inserisce le allergie in questo contesto? 
HRC: E’ un disturbo molto grave che abbiamo: disfunzione del fegato. E’ un concetto ampio perché tutti abbiamo un certo grado, sia pure piccolo, di disfunzione epatica, ma la crescita enorme di allergie (specialmente di persone definite sensibili all’ambiente) o di allergie multiple, è un fatto molto significativo, e dovrebbe suonare l’allarme per noi: “Ehi, c’è qualcosa che non va nel tuo fegato, il fegato non riesce più a detossificare un gran numero di agenti chimici che stai facendo entrare nel corpo, e faresti meglio a smettere”.
 
Dr. Alan Baklayan 
A.B: Si può dire che l’allergia sia una malattia della civiltà. Leggiamo tanti rapporti clinici che indicano come gli Indiani della giungla o altri luoghi naturali non hanno allergie, per cui è chiarissimo che la civilizzazione ha portato le allergie. L’esperienza ci dice che le persone iniziano ad essere allergiche a una o due sostanze, e a volte la cosa non è troppo grave, ma con il passare degli anni (il che significa che i parassiti hanno il tempo per svilupparsi), le tossine nel corpo aumentano, e allora la persona sviluppa sempre più allergie. 
DPA: E’ molto interessante notare come in Europa i rimedi naturali e di erboristeria siano molto ben accetti. Sempre più persone stanno cercando di ristabilirsi usando rimedi naturali perché si rendono
conto dei limiti dei trattamenti chimici altamente tossici che vediamo in circolazione. 
Mike: Quali altre malattie vede curate? 
DPA: Osserviamo una rapida remissione. Vediamo persone diventare HIV negative. E in sostanza con sistemi semplicissimi. Per esempio io avevo una verruca dietro l’orecchio, ho fatto lo zapper ed è caduta [!!!] 
Mike: C’è un trattamento molto interessante che Lei consiglia nel Suo libro, che si chiama pulizia del fegato. Che relazione c’è tra la pulizia del fegato e quello di cui stiamo parlando ora per purificare il corpo dai batteri? 
HRC: Purifica molto bene il corpo dai batteri. Non lo includo nel programma in 21 giorni perché i pazienti sono troppo malati per sopportare una pulizia del fegato. Lo possono fare non appena stanno un po’ meglio. Ma nel libro “Cancro-Cura e Prevenzione”, che è per gli stadi iniziali di cancro, e negli altri libri in cui parlo di malati che soffrono di altre malattie, pulire il fegato è probabilmente la cosa più efficace da fare per avere un sollievo immediato da molti dolori e molti problemi, per esempio problemi di digestione. Il dolore alla spalla è proprio un tipico esempio di dolore che migliora già il giorno seguente. 
Mike: Ha inventato lei questa pulizia del fegato? 
HRC: No, non l’ho inventata io. L’ho solo sperimentata ripetutamente per trovare qualcosa di affidabile, così che se qualcuno l’avesse fatta, diciamo che su 100 persone almeno 99 avrebbero espulso calcoli. 
Mike: Lei dice “sassi”: intende dire sassolini come quelli che troviamo sulla spiaggia? 
 
Vari tipi di calcoli del fegato 
HRC: Qualche volta sono sassolini simili a quelli che si vedono sulla spiaggia, sassi piccoli, verdi e molto duri, ma la maggior parte delle volte sono oggetti più grandi, arrotondati, di colore verde e della grandezza di un fagiolo, di un pisello o di un fagiolo di Lima, e qualche volta anche molto più grandi. 
Mike: Si possono vedere agli ultra suoni o ai raggi X o alla risonanza magnetica? 
HRC: No, non si possono vedere perché non hanno una densità così diversa dal resto dei tuoi tessuti. Per poter vedere qualcosa ai raggi X dovrebbero essere calcificati, e per vederli agli ultrasuoni o in una scansione dovrebbe esserci una notevole differenza di densità, e non c’è. In realtà sono fatti di cristalli di colesterolo, rifiuti e poltiglia. 
Mike: Nel suo programma, la Dottoressa Clark incoraggia a fare la pulizia del fegato. Nel mio studio di consulenza in nutrizione faccio fare la pulizia del fegato da parecchi anni. La Dottoressa Clark mi ha aiutato a perfezionarla ulteriormente. La pulizia del fegato è un noto rimedio antico per ripulire il fegato, il colon e i reni. In realtà risale a più di 2000 anni fa. Già gli Egizi la conoscevano. Attraversavano il deserto per andare a prendere il sale nel Mar Morto, lo riportavano indietro e lo facevano prendere ai re in una combinazione di limone e di sale del Mar Morto, e pulivano il fegato in questo modo. 
Oggi lo facciamo in modo molto più sofisticato usando i sali di Epsom, l’olio d’oliva e il pompelmo come gran finale, e vi faremo vedere come ci si arriva e come preparare il corpo in modo che possa eliminare alcune tossine. 
La prima cosa che usiamo è il succo di barbabietola e di cetriolo, e questo succo aiuta ad alcalinizzare il corpo oltre che a pulire il fegato. Usiamo anche il succo di ciliegia nera che aiuta - sia mangiando le ciliegie che bevendone il succo - a pulire i reni; e sempre per pulire i reni aggiungiamo anche una tisana di uva ursina. Inoltre usiamo, sia per i reni che per il fegato, una combinazione di mela e limone con l’aggiunta di zenzero. Il motivo per cui consigliamo lo zenzero, la mela e il limone è che aiutano veramente ad emulsionare i calcoli. Facendo questo 21 giorni prima della pulizia vera e propria, si emulsioneranno molti di questi cristalli che potrebbero essersi accumulati nel fegato. Anzi, usiamo questa formula di mela, limone e zenzero come prima bevanda dopo la pulizia del fegato proprio per aiutare a sbarazzarsi di alcune delle tossine e per liberare il fegato da eventuali altri cristalli che potrebbero non essere usciti durante la pulizia del fegato vera e propria. 
La Dottoressa Clark ha trovato che questa combinazione di mallo di noce nera e la miscela super di assenzio e chiodi di garofano uccide il parassita Fasciolopsis buski. Il metodo migliore per pulire il fegato è di iniziare con questi prodotti per 3 settimane, e poi il giorno della pulizia del fegato si smette di usare tutti questi prodotti e si passa subito ai succhi di verdura. A proposito, quel giorno è meglio rimanere con una dieta completamente vegetariana ed evitare anche tutti i grassi, così da aumentare la pressione della bile sul fegato, e ottenere così un miglior risultato dalla pulizia del fegato. 
Per il tratto digestivo la dottoressa Clark suggerisce di usare la betaina HCl. Questo aiuta a spingere tutti i batteri giù nella parte bassa dell’intestino dove possono rimanere senza nuocere. Suggerisce anche di pulirsi i denti con l’olio di origano. Il modo per farlo, per favore Jane dammi la tua mano solo per un secondo: ne mettiamo solo una punta sul dito, più o meno così, una goccia, poi si prende lo spazzolino così e si sfrega sul dito in modo che assorba l’olio di origano. E’ molto, molto forte, anche molto più forte del pepe di cayenna. E poi si spazzolano i denti, cosa che Jane può fare adesso perché si sta preparando per la pulizia del fegato. Ci si puliscono i denti con questo prodotto che uccide i batteri Clostridium nei denti, e prepara il fegato per la pulizia vera e propria. 
Per fare la pulizia del fegato, quello che si fa di solito é non mangiare più a partire dalle 2 del pomeriggio. Da quel momento si lasciano al corpo 4 ore per trasferire tutto il cibo nel tratto digerente,
poi, alle 6 del pomeriggio, prendiamo il primo bicchiere di sali di Epsom, che abbiamo qui, semplici sali di Epsom, circa un cucchiaio e mezzo in un bicchiere d’acqua. Ora, in questo bicchiere abbiamo sciolto un cucchiaio e mezzo di sali di Epsom, e lei lo prenderà alle 6 del pomeriggio. Nel secondo bicchiere d’acqua c’è ancora un cucchiaio e mezzo di sali di Epsom che prenderà due ore più tardi alle 8 di sera.  
Pulizia del fegato Ore 18h00 un bicchiere d’acqua (200 ml) con 1 ½ cucchiaio di sali di Epsom Ore 20h00 un bicchiere d’acqua (200 ml) con 1 ½ cucchiai di sali di Epsom 
Mike: Tra questi due orari, non è obbligatorio, ma aiuta molto fare un massaggio ai piedi, che si può fare con un apparecchio per massaggi, o semplicemente chiedendo al proprio coniuge o compagno di farci un massaggio ai piedi. Sarebbe meglio sedere su un sedia con i piedi alzati per aiutare il sistema linfatico a pulirsi. 

Pulizia del fegato Accanto al letto 
Ore 06h00 un bicchiere d’acqua (200 ml) con 1 ½ cucchiaio di sali di Epsom Ore 08h00 un bicchiere d’acqua (200 ml) con 1 ½ cucchiaio di sali di Epsom  
Mike: Nel contempo consiglio di preparare altri due bicchieri di 200 ml. d’acqua con 1 cucchiaio e ½ di sali di Epsom in ciascun bicchiere, da lasciare accanto al letto, e uno sarà bevuto alle 6 del mattino seguente, e il secondo sarà bevuto alle 8, quando vi alzate dal letto. Per cui Jane prenderà il primo bicchiere alle 18 ed il secondo alle 20; e poi gli altri due sono pronti per le 6 del mattino e poi per le 8 del mattino. Così quando si sveglia al mattino i sali di Epsom aiuteranno l’intestino ad eliminare. Il motivo per cui la Dottoressa Clark ha scelto i sali di Epsom è naturalmente che il solfato di magnesio aiuta a rilassare il fegato e l’intestino così da permettere ai calcoli di “rotolare” fuori più facilmente. 
Ora il corpo è pronto per fare la pulizia del fegato vera e propria, che consiste in una combinazione di olio d’oliva e succo di pompelmo appena spremuto. Per fare questo si usa un comune spremiagrumi. Due o tre pompelmi dovrebbero dare circa 200 ml di succo di pompelmo e questo è tutto ciò che si deve fare. Ovviamente il succo di pompelmo che otteniamo è rosa; lo filtriamo per assicurarci che non ci sia la polpa. In combinazione con l’olio di oliva, prepara perfettamente il fegato ad eliminare. A questo punto c’è un’opzione, un’ottima opzione: suggeriamo di ozonizzare l’olio di oliva. Vi faremo vedere come si fa. Ci si procura un comune ozonizzatore. Si può acquistare in un negozio di prodotti per animali, lo usano per le vasche dei pesci e per la pompa per le vasche. Non costa molto procurarsene uno; si può mettere la palla dell’ozonizzatore direttamente nell’olio di oliva e poi si inserisce la spina. Raccomando di non inserire la spina prima di avere tutto pronto, perché l’ozono può essere tossico nell’aria. Ora l’ozono sta entrando nell’olio d’oliva. Produce una formula altamente tossica per i microrganismi, ma non è dannoso per la salute degli esseri umani, così che quando mescoliamo questo con il succo di pompelmo, ciò costringerà tutti i sali della bile e tutte le sostanze chimiche che si sono accumulate nel 
fegato a uscire completamente il mattino dopo. Consigliamo di ozonizzare l’olio per circa 10 minuti; ciò sarà sufficiente per saturarlo. 
Un’altra opzione creata dalla Dottoressa Clark per aiutare a uccidere i microrganismi è un apparecchio che lei chiama zapper. Manda una frequenza elettrica nel corpo e funziona solo con una batteria da 9V che potete vedere qui dietro. E’ innocuo per il corpo. Tutto quello che si deve fare è bagnare e mettere qui il piccolo elettrodo. Si mette al polso e si abbottona, è molto semplice. Il piccolo elettrodo si apre e si chiude con questo bottone automatico. Facciamo la stessa cosa con l’altro elettrodo. Si bagna un po’ in modo da avere la conduttività. La corrente praticamente non si sente. Bisogna metterlo sul polso e premere il bottone per accenderlo. Funziona con un ciclo di 7 minuti, poi si ferma per 20 minuti, e poi ripete l’azione per altri 7 minuti, poi si ferma per altri 20 minuti e poi riparte per altri 7 minuti. Durante i primi 7 minuti ucciderà i parassiti, e se per caso dentro i parassiti ci fosse qualcos’altro di vivo, come un batterio, allora i prossimi 7 minuti uccideranno il batterio; e se per caso nel batterio vivessero dei virus, allora i seguenti 7 minuti elimineranno anche questi. È così che funziona questo apparecchio.  
Come detto, l’uso di questo apparecchio è facoltativo, ma noi troviamo che davvero aiuta a rendere efficace la pulizia, cioè la pulizia del fegato. 
DPA: La pulizia del fegato è molto sottovalutata. Dovrebbe essere fatta molto più spesso perché è una delle operazioni più importanti del protocollo. Questo vale soprattutto per i malati di cancro che sono molto intossicati ed hanno bisogno di avere un fegato in ottime condizioni per poter eliminare tutte le tossine. 
 
Capitolo 3: Odontoiatria tossica 
Mike: Dottoressa, sulla scatola di molti dentifrici in commercio oggi nei negozi si legge che se dovessimo inghiottire più di quanto ne sta sullo spazzolino occorre chiamare immediatamente il centro antiveleni. Forse ci può parlare di questo. 
HRC: Non è una cosa che ho visto personalmente, ma ovviamente lo penso anch’io. Il dentifricio è molto tossico. Non solo per le sostanze chimiche che contiene, ma anche perché l’ingrediente contenuto è macinato così finemente che se ne dovesse finire un po’ in un punto da cui è stato estratto un dente, rimarrebbe lì per sempre. Trovo dentifricio in vecchi punti di estrazione che non sono mai guariti; sono chiamati cavitazioni, ne parlo nel libro. Le cavitazioni in cui vecchie estrazioni hanno lasciato una piccola zona di infezione diventano un punto di bio-accumulo, e lì dentro c’è del dentifricio. Viene assorbito molto silicio e dentifricio, che vengono poi mangiati dai globuli bianchi, che a questo punto sono disabilitati. Questo si chiama immunodepressione. Disfunzione immunitaria. Venendo dal tuo dentifricio, è una cosa orrenda. 
Dr. James Rota, DDS 
JR: Beh, negli anni’60 stranamente facevo parte dello staff dell’ UCLA (University of California, Los Angeles), e ho dato la prima lezione all’UCLA. Uno dei miei incarichi all’UCLA era di sviluppare il curriculum per i nuovi studenti che arrivavano da fuori e anche per la scuola dei dentisti, e ho avuto il privilegio di tenere la prima conferenza sulle otturazioni in mercurio che gli studenti hanno avuto. Nella mia ricerca resi noto che il mercurio era motivo di preoccupazione. In
effetti nel 1848 era considerato illegale usare il mercurio, era anti-etico. L’associazione dei dentisti di allora era l’American College of Dental Surgeons,  l’equivalente dell’ADA odierna, e quel gruppo di persone diceva che era illegale o non-etico usare il mercurio, proprio per la sua tossicità. Ma allora non c’erano alternative, per cui i dentisti si riunirono e decisero di usare otturazioni al mercurio perché era più economico, e davvero era un problema serio, perché cosa puoi usare: non si può usare l’oro, la maggior parte delle persone non poteva permettersi l’oro, e anche le tecniche per usare l’oro non erano perfezionate come lo sono oggi. Per cui non c’erano altre possibilità, non c’erano alternative. Motivo per cui questo gruppo di dentisti cominciò a usare otturazioni con mercurio. Il gruppo è cresciuto ed è diventato l’American Dental Association. L’ADA si è formata proprio per l’utilizzo delle otturazioni in mercurio. La cosa è molto ironica, ovviamente.  
Mike: L’ American Dental Association dice che le otturazioni in argento non hanno alcun effetto dannoso sulla nostra salute, ma Lei ha dimostrato che non è vero. 
HRC: Io non le chiamerei otturazioni in argento, le chiamerei otturazioni di mercurio, tallio e lantanidi perché non sono fatte d’argento, mercurio, ferro e nickel; diciamo: sono fatte d’argento, mercurio, ferro, nickel e di tutti gli altri 70 elementi della tavola, inclusi quelli molto tossici, addirittura incluso l’uranio! Ci troviamo anche l’uranio! Quanto più cancerogeni possono diventare? E questi metalli filtrano fuori dall’otturazione, questo è il punto. Penso che la Dental Association non sia consapevole di questo– e non ha fatto esperimenti per scoprirlo – non sa che i metalli pesanti di queste otturazioni, incluso l’uranio, vengono ritrovati nei reni, nel fegato, nella milza, in altri organi: ovunque sia il vostro tumore, quello è il punto di accumulo biologico. 
JAMES ROTA C’erano un sacco di prove che dicevano chiaramente: ehi, state usando un materiale potenzialmente letale, mentre i dentisti insegnavano, ed io ero tra quelli che ricevevano l’insegnamento, e a mia volta insegnavo che il mercurio era inerte, una volta mescolato all’argento, allo stagno, allo zinco ed al rame che compongono l’otturazione di mercurio, o amalgama, o argento. In realtà si tratta di otturazioni di mercurio perché il 50% è mercurio, e insegnavamo che mescolandolo all’argento, allo stagno, allo zinco ed al rame era inerte, cosa che è un’impossibilità scientifica, perché secondo la legge dell’entropia tutto si deteriora e decade. Nel caso di otturazioni dentali in mercurio, la degradazione è molto pronunciata. 
Mike: Per le persone che guardano questo video e che hanno già sostituito le otturazioni dentali in mercurio con otturazioni bianche, cosa dice? 
HRC: Mi devo scusare per quello che ho detto nel primo libro “Cancro-Cura e Prevenzione”: ho detto: “è questo che bisogna fare”. All’epoca non ero al corrente che le otturazioni bianche lasciano filtrare coloranti cancerogeni. Penso che nessuno scienziato in nessuna parte del mondo potrebbe mai immaginare che un dente perfettamente bianco, una capsula bianca, debba essere testato per dei coloranti cancerogeni di colore rosso. Ma tutti i coloranti sono contaminati da altri coloranti. E tutti i materiali usati per la fabbricazione di questi denti sintetici in plastica sono contaminati da coloranti sintetici. Noi testiamo per la presenza di 18 azocoloranti. Questi azocoloranti causano le ben note mutazioni p53. 
Mike: E per le persone che non sanno cosa sia la mutazione p53? 
HRC: Tutti i tumori, cancri e tumori sono carichi di mutazioni. Questo significa rottura cromosomica e mutazioni geniche. È per questo che si fa una biopsia e la si invia al laboratorio. Il citologo del laboratorio guarda i vetrini, e quando vedono queste mutazioni, cromosomi da tutte le parti, sono in grado di dire di che tipo di cancro si tratta. È una spia che ti dice che nel materiale della biopsia c’è un cancro che si sta sviluppando.
 
Mike: Così la sua ricerca ha provato che una cellula sana si trasforma in cellula cancerosa a causa del colorante? 
HRC: Esattamente! Il colorante fa parte della patologia. E’ più complicato di così, ma il colorante è una parte molto importante del quadro. E non si può arrestare la crescita del tumore, non possiamo farlo regredire a meno che non si smetta di dargli altri coloranti, coloranti cancerogeni. 
JAMES ROTA In effetti mediamente in una bocca potremmo trovare qualcosa come 26 metalli diversi. Cosa che crea non solo problemi di biocompatibilità e tossicità, ma anche elettronici!  
Questo campo ci ha affascinato molto negli ultimi 15 anni; abbiamo fatto valutazioni elettroniche usando vari strumenti, come ad esempio un Amperometro, un più sofisticato galvanometro digitale. Ora, se abbiamo in bocca denti che contengono metallo, questi continuano a generare elettricità! E a proposito, all’uscita di un accumulatore d’auto c'è un polo di piombo e un polo di zinco, e una scatola di acido solforico, giusto? Se volessimo creare la quintessenza della batteria useremmo oro e argento: il catodo e l’anodo. Un polo positivo e uno negativo; che può creare una magnifica pila. Ma noi, facciamo questo in bocca.  
Una così elevata presenza di elettricità può disturbare il normale flusso ionico nel corpo. Per cui se si ha un flusso costante di elettricità, creato dalle otturazioni di metallo in bocca, possiamo anche “spegnerci”: il corpo dice: ehi, questa stimolazione è costante, sarà meglio fare qualcosa per adattarmi. Così, invece di stimolarsi, si blocca, come con un ago di agopuntura che appena messo stimola, ma se viene lasciato dentro potrebbe causare problemi. 
I nostri denti sono dei bio-elettrodi, e ogni tanto ne parlo come di candele di accensione, perché hanno una certa capacità di accumulare elettricità. Il dente è un apparato molto interessante, perché è circondato da cristalli. E il cristallo, se guardiamo cos’è un PC: il PC ha il cuore in un chip di silicio, ha il cristallo del chip di silicio. L’equivalente del chip di silicio del computer è lo smalto che ricopre questa cosa chiamata dente. Il dente sano ha la capacità di mantenere la carica, così come una candela di accensione ha la capacità di mantenere la carica. Ma se mettete del metallo in quel dente, disturbate questo flusso elettronico. E così ora c’è una gran quantità di cose che si stanno studiando in relazione a questo disturbo elettrico di cui hai parlato, e giustamente. 
Messico 
 
Mike va dal dentista 
Come può vedere nella radiografia, i denti segnati sono quelli che hanno otturazioni in argento. Sono già – come vedremo tra poco in bocca – sono già cariati e stanno cominciando a perdere sostanze e a lasciar entrare liquidi. E sono pieni di batteri. I batteri iniziano una suppurazione in bocca, e in seguito questo processo comincerà a diffondersi a tutto il corpo. Qui abbiamo, come può vedere, parte del mercurio e parte dell’otturazione in argento che si stanno ossidando e stanno filtrando nel corpo. E abbiamo microperdite. In questo punto c’è già una microperdita. I batteri Clostridium si stanno infiltrando lì sotto e causano suppurazione; questo crea una zona infetta, e se ci sono batteri qui dentro, questi cominceranno a scendere profondamente nel dente, e in seguito entreranno nel torrente sanguigno e poi troveranno rifugio da qualche parte e creeranno un problema più grande.
Mike: Come un tumore? 
Solario: Potrebbero entrare in tumore. 
Mike: Perché nessun altro dentista usa questa procedura per estrarre i denti? 
Solorio: Da quanto ho capito parlando con la Dottoressa Clark, la sua teoria non è – beh, non è una
teoria – il suo metodo non è molto ben accetto all’odontoiatria in generale o alla medicina ufficiale. Ci sono molte cose che non sono ben viste dalla medicina corrente. Molte cose della Clark non sono ben viste dalla pratica medica corrente. 
Mike: E allora perché voi condividete quello che Lei dice? 
Solorio: Beh, le argomentazioni portate dalla Dottoressa Clark sono state molto convincenti. E alcune delle cose che abbiamo visto usando i suoi metodi sono così evidenti che non si possono proprio ignorare. 
Mike: Allora Lei vede davvero i batteri sotto i denti? 
Solorio: Non vedo i batteri perché i batteri sono microscopici, ma vedo i benefici della rimozione dei denti. 
Mike: Davvero Lei vede i pazienti migliorare dopo aver tolto i denti? 
Solorio: Migliorano moltissimo. 
JAMES ROTA Oggi stiamo parlando in generale di argomenti molto controversi, vero? E sicuramente la devitalizzazione è un argomento molto discusso. I canali radicolari hanno suscitato molti dubbi e apprensioni. E non solo di recente. Il Dottor Alfred Price è stato uno dei pionieri che criticavano questa pratica. Era stato anche presidente dell’American Dental Association, ed era un grande ricercatore, filantropo e nutrizionista. Raccontò ciò che aveva scoperto durante i suoi primi studi, e cioè che se prendeva una parte polverizzata da un dente devitalizzato estratto e la metteva sotto l’orecchio di un coniglio... aveva scoperto che se il donatore del dente aveva, per esempio, dei batteri Streptococcus, il coniglio poi si metteva a imitare o sviluppava lo stesso tipo d’infezione del donatore. Così scoprì che c’erano batteri presenti nei tubuli di un dente morto. 
Un dente sano e vitale è costituito all’interno da un canale con vari vasi sanguigni e nervi che si irradiano nella camera interna del dente. Da questo canale si diramano dei piccoli tubuli, tubuli microscopici nella dentina, sotto la copertura di smalto di cui ho parlato prima. Questi piccoli tubuli permettono al fluido di entrare ed uscire dal dente, bilanciando la pressione idrostatica dentro la camera pulpare del dente. Quando c’è un gonfiore all’interno del dente vediamo del fluido uscire dal dente, altrimenti avremmo mal di denti in continuazione; dunque questo scambio di fluidi dentro i tubuli di un dente sano ha una ragione precisa. Quando otturiamo un canale radicolare, prima svuotiamo tutto quello che il canale contiene, nel caso di un dente morto togliamo tutti i tessuti morti.
 
L’idea era che se un dente moriva bastava semplicemente rimuovere i nervi e i vasi sanguigni e gli ascessi e tutti i tessuti morti collegati al dente morto, e dovevamo riempirlo con un materiale adatto. Ammesso che il materiale del riempimento sia adatto; il Dr. Price ci ha fatto vedere che questi tubuli, che una volta erano occupati da fluido, adesso sono disidratati e abitati da microrganismi.  
Mike: Perché bisogna estrarre un dente devitalizzato con radice canalizzata?
HRC: Perché, ovunque ci sia materiale estraneo nella sacca di un dente, che si trova molto in fondo al tessuto, il batterio Clostridium trova il suo habitat e lì prospera. In questo caso perciò non è questione di composizione del materiale, il punto è che si infetta e tu non lo sai. Non senti dolore, non sei allergico al materiale. Il batterio Clostridium trova qui la sua casa perché è anaerobico.  
Mike: Cosa succede se una persona estrae un dente ma non viene estratto anche il legamento? 
Solorio: Beh, secondo la Dottoressa Clark, tutto quello che si trova in quella zona è già stato infettato, e se si lascia parte del tessuto infetto, continuerà a suppurare anche lì. Continuerà a essere contaminato. Il motivo è che nonostante ci sia parecchio sanguinamento, l’osso che si trova in quella zona non ha molta irrorazione, perché è un osso più spesso (in quella zona si trova un osso di tipo corticale). Quest’osso corticale è spesso, denso, così ha meno circolazione e, a meno che non venga grattato via accuratamente e la parte d’osso che sembra contaminata non venga tolta in modo da ottenere una bella emorragia. 
Mike: Una cavità aperta in modo che possa poi guarire. 
Solorio: Sì, in modo che possa guarire. 
Mike: E cos’è quello che la dottoressa Clark chiama metodo Arechiga nel suo nuovo libro?  
 
Dott. Benjamin Arechiga, DDS 
Mike: Guarda, Chris, guarda tutti questi batteri. Tutto questo nero. 
Dr. Arechiga: Quella è la vecchia otturazione, la vedi? 
Mike: Guarda com’è velenosa. 
Mike: Ho 37 anni e ho queste otturazioni da quando ne avevo 13, e ho sempre dovuto combattere con un sistema immunitario deficitario. Ho sempre avuto piccoli tumori e masse che si formavano nel mio sistema linfatico. Molto recentemente ho avuto un tumore al petto e non riuscivo a liberarmene. Dovevo combattere di continuo con l’espandersi dei batteri in quella zona. E precisamente il Clostridium. Consultai la Dottoressa Clark, che mi disse che l’unica cosa da fare era estrarre i denti. Le otturazioni erano talmente grandi che non potevo rischiare di trapanarle e di avvelenarmi anche con una piccolissima parte di mercurio. E adesso che possiamo vedere quello che è venuto fuori, ci rendiamo conto che è anche più tossico di quello che pensavamo. 
 E sinceramente penso che questa procedura sia stata più semplice che penetrare con il trapano, trapanare e cercare di sostituire le otturazioni. Oggi non c’è veramente niente per sostituire le otturazioni con qualcosa di non tossico. Così per salvare la mia vita ho pensato che questa fosse la procedura di gran lunga migliore. Mi farò mettere delle dentiere parziali e continuerò con il mio stile di vita sano. 
Mike: Così tutte queste ricerche che ha fatto durante tutti questi anni se le è finanziate Lei? 
HRC: Sì. 
Mike: E facendo questo, come è stata ricompensata? 
HRC: Direi dalla conoscenza acquisita. 
Mike: Per cui Lei fa questo solo per buon cuore, senza cercare un compenso finanziario, ma per la grande passione di trovare la guarigione di tutte le malattie. 
HRC: Beh, almeno del cancro e dell’AIDS. Non posso affrontare tutto il resto. Lo faranno altri, ora che abbiamo una tecnologia che lo può fare. Ma ho pensato di focalizzare le mie ricerche sul cancro e l’AIDS perché c’è tanta sofferenza in queste malattie.  
Text –
 
 Diretto da Christopher Patton     
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