mercoledì 29 aprile 2015

L'omeopatia? Solo un placebo in grado di attivare le nostre capacità nascoste

Il National Health and Medical Research Council, il massimo organismo australiano per la ricerca medica, pubblica un'accurata ricerca con cui boccia, senza appello, l’omeopatia. Perentoria la relazione recita: «Non esiste malattia per cui vi sia una prova attendibile dell’efficacia dell’omeopatia. Non c’è ragione fondata per dire che funzioni meglio di una pillola di zucchero», ovvero il placebo in senso medico. E quindi la ricerca conclude: «Le persone che vi si affidano possono mettere a rischio la propria salute, rifiutando o ritardando trattamenti per i quali esista una buona evidenza di efficacia e sicurezza».

Qualcuno penserà: ecco un altro modo per arricchire "Big Pharma" spingendo verso le medicine tradizionali anche chi, allo stato attuale, cerca di coniugare la propria salute con il desiderio di introdurre meno "chimica artificiale" possibile nel proprio corpo. Io la vedrei in un altro modo: non fatevi abbindolare, l'omeopatia serve solo ad arricchire altre case farmaceutiche, alternative ma sempre più potenti. Altra riflessione è opportuna sul fatto che poi, in effetti, su molti la medicina omeopatica ha effetto per davvero. Effetto placebo, dicono gli australiani, ma la "forza" per guarire con uno "zuccherino" da dove arriva?
 
 


Come è stata condotta la ricerca australiana
La ricerca, destinata a sollevare sicure polemiche, è stata fatta conducendo un’indagine su 225 pubblicazioni in tema di omeopatia. Il responso è stato diffuso dopo essere stato rivisto da una società indipendente e ripreso dai principali media internazionali.

Secondo gli autori del rapporto, gli studi dai quali emerge l’efficacia dell’omeopatia sono lavori di scarsa qualità scientifica, con gravi carenze nel modo in cui sono stati disegnati e senza un numero sufficiente di partecipanti. L’analisi degli esperti australiani ha riguardato anche 57 revisioni sistematiche: studi che analizzano le ricerche di qualità disponibili su una determinata materia, per arrivare a una conclusione di sintesi. 

Paul Glasziou, presidente del Nhmrc Homeopathy Working Committee, mette le mani avanti: «Ci saranno persone convinte che tutto questo sia un complotto dell’establishment» per favorire altri interessi a discapito dell’omeopatia, «ma speriamo vi siano anche molte persone ragionevoli che possano riconsiderare la vendita, l’utilizzo e la distribuzione di questi prodotti».

La prima replica dall’Australia
Puntuale la replica, per ora unica, dell’Associazione australiana di omeopatia (Aha), che fa notare come «milioni di cittadini» del Paese facciano ricorso a questi rimedi. L’Aha raccomanda inoltre al Nhmrc di «adottare un approccio più complessivo nell’analisi dell’efficacia dell’omeopatia. Un metodo in cui si consideri una valutazione economica di larga scala sui benefici di un sistema più integrato, che rispetta e sostiene la scelta dei pazienti nel decidere per la propria salute».

Per qualcuno, alla fine, potrebbero avere ragione tutti, ma voi sareste disposti a pagare 20 euro per una confezione di zuccherini?

Nessun commento:

Posta un commento