giovedì 18 dicembre 2014

1200 A.C. Misteriosa Apocalisse

Nel XII°-XIII° secolo prima della nascita di Cristo, le civiltà delle zone mediterranea e mediorientale conobbero una grande crisi che portò ad un radicale cambiamento politico sociale del mondo antico. Un periodo di guerre, catastrofi, esodi, distruzioni e stragi di inaudita violenza che avvennero all'apice del benessere portato dalla cultura dei grandi imperi dell'età del bronzo.
Questo collasso dell'età del bronzo lascerà posto a quella che gli archeologi e gli storici definiscono Età del Ferro. In effetti, proprio in quel periodo, si iniziò a lavorare il ferro nella regione dei Carpazi.
Ogni civiltà del periodo aveva sviluppato un economia tale da far fiorire vere e proprie metropoli. Queste metropoli sono arrivate fino ai nostri giorni e, come possono dimostrare le loro rovine, quasi tutte furono distrutte in quel periodo.

In Anatolia la civiltà Ittita, una delle più avanzate culturalmente e tecnologicamente, collassò nel giro di pochi anni. Le grandi città, come Hattusa, vennero bruciate ed abbandonate.  Un livello di progresso simile a quello offerto dalla civiltà Ittita lo si potrà riavere solo dopo 1000 anni.

Sull'isola di Cipro, le città della civiltà cipriota furono saccheggiate e date alle fiamme. La popolazione fu deportata e resa schiava o fatta a pezzi.

I siti siriani prima di questo periodo mostrano la presenza di legami commerciali sia con l'Egitto che con l'Egeo della tarda età del bronzo. A Ugarit è evidente che la distruzione della città avvenne dopo il regno di Merenptah, così come la caduta di Bay[4]. Le lettere scritte su tavolette d'argilla trovate bruciate dopo la distruzione della città, parlano di un attacco giunto dal mare; in particolare, in una lettera proveniente da Alashiya, un'antica città dell'isola di (Cipro), si legge di città già distrutte da assalitori venuti dal mare, nel momento in cui la flotta di Ugarit non era presente, in quanto impegnata lontano, in pattugliamenti lungo le coste.

Nel Levante documenti egizi indicano che, a partire dalla fondazione del regno di Horemheb, il popolo nomade degli Shasu era diventato fonte di problemi. Ramesse II organizzò contro di loro campagne militari perseguitandoli fino alla città di Moab, dove, poco dopo la battaglia di Kadesh, edificò una fortezza. Gli Shasu crearono molti problemi, in particolare durante il regno di Merneptah, quando giunsero a minacciare l'accessibilità alla "via di Horus" situata a nord di Gaza. L'evidenza mostra che il centro di Deir Alla[5] (Succoth) venne distrutto dopo il regno della regina Tausert. Il sito devastato di Lachish, durante il regno di Ramesse III, venne brevemente rioccupato da abusivi e da una guarnigione egiziana. Tutti i centri lungo la rotta marina, adesso detta Via Maris, a nord di Gaza vennero distrutti, e le prove mostrano che Gaza, Ashdod, Ashkelon, Akko, e Jaffa furono bruciate e non più rioccupate per circa trent'anni. Nell'entroterra Hazor (Tel Hazor), Bethel, Bet Shemesh, Eglon, Debir, e altri siti vennero distrutti. I profughi, cercando di sfuggire al collasso dei centri costieri, potrebbero essersi fusi con elementi nomadi e anatolici in arrivo, iniziando così a far nascere piccoli villaggi disposti a terrazzo sui fianchi collinari nella regione degli altopiani, associati successivamente allo sviluppo della cultura ebraica.
 
In Grecia nessuno dei palazzi micenei della tarda età del bronzo sopravvisse, con la possibile eccezione delle fortificazioni ciclopiche dell'Acropoli di Atene; la distruzione fu più violenta nei palazzi e nei siti fortificati. Quasi il 90% dei piccoli siti nel Peloponneso vennero abbandonati, dando probabilmente luogo ad uno spopolamento dell'area. La fine del collasso dell'età del bronzo segnò l'inizio di ciò che è stato chiamato Medioevo ellenico, durato più di 400 anni. Altre città, come Atene, continuarono ad essere abitate, ma con una sfera di influenza più locale, ed un impoverimento sia dei commerci che culturale.
 
In Mesopotamia le città di Norsuntepe, Emar e Karkemiš vennero distrutte, e gli assiri a stento riuscirono a sfuggire a un'invasione delle tribù dei Mushki durante il regno di Tiglath-Pileser I. Con la diffusione degli ahhlamu o aramei, il controllo delle regioni babilonesi e assire si estendeva appena oltre i confini della città. Durante il regno di Shutruk-Nahhunte Babilonia venne saccheggiata dagli elamiti, perdendo così il controllo della valle di Diyala.
 
In Egitto l'impero egiziano collassò verso la metà del XII secolo a.C. (durante il regno di Ramesse VI). La stele di Merneptah, prima della crisi, descriveva attacchi sferrati da popolazioni libiche, in combutta al popolo Ekwesh, Shekelesh, Lukka, Shardana e Tursha o Teresh, e di una rivolta di cananei, nelle città di Ashkelon, Yenoam e del popolo di Israele. Un secondo attacco durante il regno di Ramesse III coinvolse i Peleset, Tjeker, Shardana e Danai. Diverse altre testimonianze, concentrate tra il 1275 a.C. e il 1000 a.C., menzionano i popoli del mare e i loro attacchi, tra cui la grande iscrizione di Karnak (nominati 5 popoli: Eqwesh, Lukka, Shekelesh, Sherden, Teresh), la stele di Athribis (nominati 4 popoli: Eqwesh, Shekelesh, Sherden, Teresh)[6], le iscrizioni di Kasesh (nominati 3 popoli: Karkisha, Lukka, Sherden)[7], Medinet Habu (nominati 7 popoli: Denyen, Peleset, Shekelesh, Sherden, Teresh, Tjekker, Weshesh), il grande papiro di Harris I (nominati 3 popoli: Denyen, Peleset, Sherden, Tjekker, Weshesh), più ulteriori testimonianze.
 
Quello che sconvolge Noi della Gazzetta del Mistero è la quantità di città distrutte. Per farvi capire: stiamo parlando di un epoca di pace e prosperità che finisce bruscamente nel sangue. Grandi metropoli mesopotamiche ed ittite cadono dopo essere state il faro dell'umanità per secoli. Sarebbe come se Mosca e New York fossero distrutte e saccheggiate da una forza oscura o da nemici improbabili.
 
Tutto ciò ci spinge a delle conclusioni.
 
La crisi non può essere stata provocata dalla politica estera dei vari paesi dell'area, quindi da guerre o cessazioni di collegamenti mercantili, ma da un male che ha colpito le persone che li abitavano.
 
Un cambiamento repentino del clima che portò ad una siccità ed una carestia tali da far crollare le società del tempo oppure un virus tremendo ed irrefrenabile che fece piombare nell'anarchia tutte le potenze del periodo?
 
Alcuni studiosi hanno pensato che l'intera area possa essere stata scossa da sciami sismici che hanno destabilizzato lo stato sociale e che hanno spinto intere popolazioni a lasciare le città.
 
Il passato dell'umanità è colmo di misteriose mutazioni. Nel XX° secolo avanti Cristo, la civiltà dell'Indo, capace di far fiorire metropoli di milioni di persone, capace di organizzare processi industriali, capace di portare nelle case delle persone i servizi igienici, acqua corrente e fognature fu cancellata da misteriose esplosioni così potenti da far vetrificare i mattoni con le quali furono costruite.
 
Oggi stiamo vivendo momenti drammaticamente sospesi nell'oblio. L'inquinamento, i processi estrattivi delle materie prime, le tensioni sociali tra le nazioni e l'inevitabilità di dover cambiare sistema economico potrebbero portare al collasso della nostra Era e quindi far divenir la storia, ancora una volta, ciclica.



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