venerdì 17 ottobre 2014

Ebola : Rischio Catastrofe

Poche ore fa, Barroso, Presidente della commissione Europea, cerca di scuotere politici e burocrati della vecchia Europa, troppo impegnati a far grossi guadagni con la crisi, e mette in evidenza come l'epidemia da virus Ebola, se sottovalutata e non affrontata con metodi massicci e determinanti, possa provocare morti e caos in tutto il mondo.

"L'Ebola puo diventare una catastrofe umanitaria di grandissime dimensioni". Dice il presidente della commissione europea in conferenza stampa al termine del vertice Asem a Milano. "Ebola non è solo un problema dei paesi africani che stanno soffrendo molto per il virus", l'epidemia "potrebbe divenire una catastrofe umanitaria" ed è una "responsabilità di tutta la comunità internazionale", ha aggiunto.
"Insieme agli Usa ed ai partner internazionali va rafforzato il lavoro. L'ebola è una della priorità principali dell'agenda Ue e nel consiglio Ue sarà deciso qualcosa a riguardo". Lo afferma il presidente della commissione Ue Josè Manuel Barroso al termine del vertice Asem a Milano. Si aggrava il bilancio dell'Oms. Sono in totale 9.216 i casi di Ebola confermati o sospetti nel mondo, mentre i decessi hanno raggiunto la cifra di 4.555. Sono questi gli ultimi numeri dell'epidemia, aggiornati al 14 ottobre, resi noti dall'Organizzazione mondiale della sanità. I 9.216 casi si sono registrati in 7 Paesi: Liberia, Nigeria (20 casi e 8 decessi), Senegal (1 caso), Sierra Leone, Spagna (1 caso), Stati Uniti (3 casi ed un decesso).

Premettendo che esistono quattro ceppi distinti di Ebola virus, uno dei quali ha una mortalità del tra il 90 ed 100% (come successe nell'epidemia del '77 in Zaire), cerchiamo di capire cosa infligga al nostro corpo:

L'infezione da virus Ebola porta a sviluppare una febbre emorragica. I sintomi di questa condizione sono variabili e compaiono improvvisamente. La sintomatologia iniziale comprende febbre alta (almeno 38,8 °C), cefalea, mialgia, artralgia, dolori addominali, astenia, faringite, nausea e vertigini.

Il virus progressivamente causa sintomi di più grave entità, come diarrea, feci scure o sanguinolente, vomito scuro dall'aspetto a "fondo di caffè", occhi rossi dilatati con presenza di aree emorragiche sulla sclera, petecchie, rash maculopapulare e porpora. Altri sintomi secondari includono ipotensione, ipovolemia, tachicardia, danni agli organi (soprattutto a reni, milza e fegato) come risultato di una necrosi sistemica disseminata e proteinuria.

L'emorragia interna è causata da una reazione tra il virus e le piastrine che dà luogo a varie rotture nelle pareti dei vasi capillari. Occasionalmente si presentano sanguinamenti interni o emorragie esterne orali e nasali. La febbre emorragica da Ebola viene generalmente diagnosticata tramite test ELISA (Enzyme-Linked ImmunoSorbent Assay), che tuttavia fornisce risultati ambigui durante le fasi non epidemiche. L'intervallo tra insorgenza dei sintomi e morte è intorno ai 7-14 giorni. A partire dalla seconda settimana di infezione si assiste ad una riduzione dell'iperpiressia o all'innescarsi di una sindrome da disfunzione multiorgano. Il tasso di mortalità è alto, tra il 50 e il 90%.

Le cause principali di morte sono lo shock ipovolemico e la sindrome da disfunzione multiorgano. Tra gli esseri umani, il virus viene trasmesso mediante il contatto diretto con i fluidi corporei infetti (anche il sudore naturalmente sempre presente sulla pelle), oppure, in minor proporzione, per via epidermica o per contatto con le membrane mucose. Il periodo di incubazione può variare dai 2 ai 21 giorni, ma generalmente è di 5–10 giorni. Le infezioni di ebolavirus su pazienti umani sono state documentate in casi di contatto con scimpanzé infetti, gorilla e antilopi della foresta, avvenuti in Costa d'Avorio, nella repubblica congolese e in Gabon. Anche la trasmissione virale del tipo ebola Reston è stata registrata a causa del contatto con scimmie cynomolgus (Macaca fascicularis).

I pipistrelli sono considerati il serbatoio naturale più probabile del virus Ebola. In passato sono state prese in considerazione anche piante, artropodi e uccelli. I pipistrelli erano noti occupanti della fabbrica di cotone in cui sono stati riscontrati i primi casi nei focolai epidemici del 1976 e 1979, e sono stati anche implicati nelle infezioni da virus Marburg nel 1975 e nel 1980.

È piuttosto improbabile che l'ebola possa svilupparsi con caratteristiche pandemiche a livello mondiale, per via della sua difficoltà a diffondersi per via aerea e a causa del lasso di tempo in cui il virus assume caratteristiche contagiose atte alla diffusione, in confronto ad altre malattie infettive. Inoltre, l'instaurarsi di sintomi precoci dal momento in cui la malattia diviene contagiosa rende remota l'eventualità che un individuo colpito sia in grado di effettuare viaggi permettendo lo spostamento del contagio. Poiché i cadaveri sono infetti, alcuni medici adottano misure preventive affinché le sepolture avvengano in sicurezza contrariamente ai rituali funebri tradizionali diffusi in quelle aree. Al 2014 non esiste un protocollo standardizzato di trattamento per la febbre emorragica da ebolavirus. La terapia primaria è unicamente di supporto e comprende procedure invasive ridotte al minimo: bilancio degli elettroliti, poiché i pazienti sono frequentemente disidratati, ripristino dei fattori di coagulazione per arrestare il sanguinamento, mantenimento dei parametri ematici e di ossigenazione, trattamento delle complicanze infettive. La Ribavirina è inefficace. Anche l'Interferone non pare dare risultati. Nelle scimmie, la somministrazione di un inibitore dell'emocoagulazione (rNAPc2) ha mostrato qualche beneficio, preservando il 33% degli animali infettati da una infezione al 100% letale per le scimmie (sfortunatamente, questa terapia è inefficace sugli umani). Agli inizi del 2006, studiosi dell'USAMRIID (Istituto statunitense di ricerche mediche sulle malattie infettive dell'esercito) annunciarono il 75% delle guarigioni in scimmie rhesus infettate con ebolavirus a cui era stata somministrata terapia antisenso .

Come nascono le epidemie di Ebola?

Ancora non è chiaro come possano nascere i focolai ma sappiamo che il virus potrebbe essere utilizzato da criminali come arma batteriologica.

Le nazioni occidentali hanno strutture medico ospedaliere capaci di far fronte ad un eventuale crisi pandemica?

Noi del blog possiamo solo osservare il caos che hanno generato due pazienti ricoverati a Dallas ed a Madrid. In entrambi i casi il sistema sanitario ha avuto falle e gli errori hanno causato nuove infezioni e l'aprirsi di possibili focolai. Se soltanto due casi hanno messo in ginocchio o in difficoltà sistemi rodati come quello statunitense e spagnolo, ci domandiamo cosa accadrebbe se lo 0,1% della popolazione occidentale contraesse il virus...

Meglio sperare che qualche fenomeno scopra il vaccino velocemente.

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