domenica 31 agosto 2014

La Terza Guerra

Nessuno vorrebbe assistere ad una guerra mondiale. In molti non vorrebbero che venisse combattuta e temono per gli esiti nefasti che ricadrebbero sull'umanità.
In questi ultimi mesi, l'aggravarsi della crisi ucraina ha portato al logoramento ed al disfacimento dei rapporti politici ed economici tra Russia ed il blocco occidentale tanto che una guerra mondiale non sembra più fantascienza.
Dopo 100 anni dall'inizio della prima grande guerra, il mondo sembra essere pronto per un altro infernale conflitto. La crisi economica che affligge il blocco occidentale e la crescita esponenziale della capacità economico industriale di Russia e Cina consentono al blocco orientale di accaparrarsi tutte le risorse planetarie ad oggi disponibili: terre coltivabili, riserve petrolifere, uranio, metalli preziosi e rari ed alleati strategici in zone nevralgiche.
 
Arrivare ad un conflitto armato contro la Russia significherebbe andare contro ai Paesi dell'Organizzazione di Shanghai con un alto rischio di scatenare una terza guerra mondiale di proporzioni apocalittiche. Nel patto ci sono paesi come la Cina, l'India, il Pakistan, Iran.... andavi a leggere il link, rimarrete di stucco. 
 
Negli ultimi venti anni, gli imprenditori e gli investitori occidentali hanno consentito lo sviluppo industriale di paesi orientali consentendo alla Cina di essere la prima forza manifatturiera a livello mondiale. Abbiamo costruito industrie e dato potere economico ad un popolo avvezzo alla schiavitù ed alla obbedienza governato da un regime totalitario che non riconosce i diritti umani. Chiunque abbia consentito tutto questo, in caso di terza guerra mondiale, andrebbe fucilato per alto tradimento.
 
In caso di un conflitto armato contro la Cina, ci troveremo davanti un paese che possiede il debito pubblico, le infrastrutture e le azioni societarie di mezzo mondo, che domina politicamente gran parte dei capi di stato africani, che ha una capacità illimitata di energia e che ha questa forza bellica:

Esercito Popolare di Liberazione (acronimo inglese PLA, Caratteri cinesi semplificati: 中国人民解放军, Caratteri cinesi tradizionali: 中國人民解放軍, pinyin: Zhōnggúo Rénmín Jiěfàng Jūn): si stima (2006) che le forze militari della Cina contino 2,25 milioni di soldati attivi, di cui circa 1,6 (70%) schierati nell'esercito, 470 000 (16%) nell'aviazione e 200 000 (10%) nella marina.

Quello cinese è l'esercito tuttora più numeroso al mondo, con a disposizione ben 14 580 carri armati, 4 000 mezzi per la fanteria e 25 000 pezzi d'artiglieria.

La Cina ha aderito nel 1992 al Trattato di non proliferazione nucleare e possiede 400-600 testate, fra cui 120 armi tattiche e 280 con un raggio d'azione fino a 13 000 km.

Marina dell'Esercito Popolare di Liberazione (acronimo inglese PLAN, cinese semplificato:中国人民解放军海军; cinese tradizionale:中國人民解放軍海軍; Pinyin: Zhōngguó Rénmín Jiěfàngjūn Hǎijūn): fino ai primi anni novanta del XX secolo la marina militare ha ricoperto un ruolo subordinato alle forze armate terrestri. Ha subito in seguito una rapida modernizzazione, ed è ormai, nel XXI secolo inoltrato, la terza più potente al mondo, con oltre 200 000 uomini, organizzata in tre grandi flotte: Flotta del Mare del Nord con sede a Tsingtao, la Flotta del Mar Oriente con sede a Ningbo, e la Flotta del Mar del Sud con sede a Zhanjiang. Il suo teatro d'operazioni si estende fin dove la Cina ha o prevede di avere basi d'appoggio: Maldive, Bangladesh, Pakistan e Birmania.

Aeronautica dell'Esercito Popolare di Liberazione (acronimo inglese PLAAF, cinese semplificato:中国人民解放军空军; cinese tradizionale: 中國人民解放軍空軍; pinyin: Zhōngguó Rénmín Jiěfàngjūn Kōngjūn): con 470 000 avieri, 3.000 aviogetti da combattimento e circa 400 aerei da attacco al suolo è la più grande forza aerea nella costa orientale dell'Asia. È organizzata in sette regioni militari e 24 divisioni aeree.

La Russia non è da meno:

Le Forze terrestri russe (in cirillico: Сухопутные войска Российской Федерации, traslitterato: Suchoputnye vojska Rossijskoj Federacii) costituiscono l'esercito della Federazione Russa. Nonostante le Forze di terra russe siano di fatto nate dall'Armata Rossa nel 1992, i loro ufficiali rivendicano un lignaggio molto più antico che viene fatto risalire ai tempi dell'Esercito Imperiale Russo, se non addirittura al Rus' di Kiev. A partire dal 1992 le Forze di terra si sono dovute ritirare da numerose guarnigioni dell'ex esercito sovietico, mentre restano impegnate nel difficile compito di sedare le rivolte in Cecenia, ed in altre operazioni internazionali di mantenimento della pace. Attualmente questo corpo militare è oggetto di un grande piano di ammodernamento varato dal governo, il quale ha stanziato 200 miliardi di dollari americani nello sviluppo e nella produzione di equipaggiamenti militari all'interno del Programma per gli Armamenti dello Stato. Il programma, che copre il periodo dal 2007 al 2015, dovrebbe rimpiazzare circa il 45% degli armamenti militari russi nell'esercito e nella marina. Con questo finanziamento, l'ex ministro della difesa Sergej Ivanov ha dichiarato di voler superare il vecchio esercito sovietico nella "prontezza al combattimento".[1] Un rapporto del China Securities Regulatory Commission britannico del maggio 2007, sebbene abbia segnalato un notevole aumento di fondi, paragona la velocità del cambiamento delle Forze armate alle riforme della Royal Navy durante i primi anni del XIX secolo, prevedendo una sostanziale incapacità di adeguamento nei prossimi anni. Il rapporto del CSRC sottolinea che le paghe e le condizioni generali dei soldati russi sono migliorate in modo molto significativo, soprattutto per i volontari. Lo stesso rapporto suggerisce che sebbene lo spostamento ad un anno del servizio di leva farà gradualmente diminuire il fenomeno della dedovščina, ovvero del cosiddetto nonnismo contro le nuove leve, esso non scomparirà mai del tutto senza significativi mutamenti strutturale. Altre conclusioni provenienti dallo stesso rapporto sottolineano che le Forze di terra russe stanno affrontando dal 2008 ulteriori difficoltà a causa del piano di riduzione dei termini di durata del periodo di leva da due anni ad uno. Il rapporto del CSRC venne reso pubblico nel maggio 2007, ed è riferito esclusivamente alle Forze armate di Terra Russe. Tuttavia, commentando una dichiarazione del segretario di Stato Condoleezza Rice rilasciate nel 2007, un ufficiale statunitense ha dichiarato pubblicamente, riferendosi all'intera organizzazione militare delle Forze armate, che la Russia rimane "senza ombra di dubbio la seconda potenza militare del mondo".
 
Durante la presidenza di Vladimir Putin incominciarono a venire investite risorse finanziarie ingenti alle Truppe terrestri, venne riformato il loro quartier generale e si fecero passi avanti verso la professionalizzazione dell'esercito. I piani di riforma prevedevano anche di ridurre il servizio di leva a 18 mesi nel 2007 e ad 1 anno a partire dal 2008, mentre rimaneva la composizione mista delle Forze terrestri, con effettivi di leva e a contratto (dal 2009 la ferma è ancora obbligatoria per 12 mesi). Durante la gestione Putin, a partire dal 1999, aumentarono anche le risorse finanziarie destinate alle Forze terrestri russe; grazie ad una leggera ripresa dalla crisi economica che imperversò la Russia post-comunista e ad un aumento delle entrate, in special modo dovute all'estrazione di petrolio, la Russia dichiarò ufficialmente di aver aumentato le risorse destinate alla difesa per la prima volta dalla formazione della Federazione Russa. Il budget ad essa destinato aumentò da 141 miliardi di rubli nel 2000 fino a ben 219 miliardi di rubli nel 2001. Buona parte di queste nuove risorse furono spese nelle retribuzioni del personale; si impostarono addirittura degli aumenti di retribuzioni del 20% nel 2001. Il programma di professionalizzazione dell'esercito, inclusa la nuova formazione di 26.000 sergenti, venne stimato bisognoso di una spesa di 31 miliardi di rubli (1.1 miliardi di dollari USA). Ma le spese non furono limitate al personale; si investì anche in ricerca e sviluppo.
 
La Marina Militare Russa:
 
Flotta del Nord, con quartier generale a Severomorsk. Basata sui vari porti del mar Bianco, tra cui Murmansk e Severodvinsk, è una delle due principali flotte russe (l'altra è quella del Pacifico). Comprende una nutrita flotta di superficie, tra cui l'incrociatore da battaglia a propulsione nucleare Piotr Veliki (Pietro il Grande) della classe Kirov e la portaerei Admiral Kutznezov, l'unica in dotazione alla marina Russa. Inoltre, comprende anche una quindicina di sottomarini nucleari d'attacco (SSN) delle classi Akula, Victor III, Sierra, cinque sottomarini convenzionali Kilo, oltre ad un paio di SSGN della classe Oscar II (alla quale apparteneva il Kursk). Vi sono anche una decina di sottomarini lanciamissili balistici delle classi Delta III e IV e Typhoon. Dipendono dalla Flotta del Nord anche alcuni reggimenti dell'Aviazione di Marina, dotati anche di Tupolev Tu-22M Backfire e jammer (guerra elettronica), oltre che di ricognitori strategici Tupolev Tu-95 e Ilyushin Il-38 May antisommergibile, basati sugli aeroporti intorno a Murmansk, tra cui Umbozero e Babozero.
 
Flotta del Baltico, con (quartier generale a Baltijsk nell'enclave dell'Oblast di Kaliningrad. Comprende mezzi di superficie e subacquei, con base principale a Kaliningrad, difesa da una brigata di fanteria di marina; basi secondarie Kronštadt, la storica base navale vicino a San Pietroburgo, e Baltijsk. Tale flotta, considerando la sua posizione, era stata concepita principalmente per svlgere operazioni anfibie contro i Paesi NATO dell'area.
Flotta del Pacifico, con quartier generale a Vladivostok. Si tratta della seconda delle due grandi flotte della Marina Russa. Ha come altro porto importante Petropavlovsk-Kamčatskij. Comprende mezzi di superficie e sottomarini, tra i quali quattro SSBN Delta III, vari sottomarini nucleari d'attacco classe Akula (anche dotati di missili da crociera), ed SSGN della classe Oscar II. Inoltre, è previsto che l'incrociatore da battaglia missilistico Admiral Nakhimov (appartenente alla classe Kirov), attualmente in fase di aggiornamento e riparazione a Severodvinsk, sia assegnato alla Flotta del Pacifio. L'aviazione di marina è dotata di bombardieri Tu-22M. Le enormi distanze non permettono una agevole gestione della flotta del Pacifico, e si è parlato anche di un suo scioglimento in passato.
 
Flotta del Mar Nero, con quartier generale a Sebastopoli in Ucraina. Un tempo una delle principali flotte della Marina Militare Sovietica, è stata pesantemente ridimensionata in seguito alla spartizione della vecchia flotta tra Russia ed Ucraina (1997). Nel 2005 il governo ucraino ha firmato un accordo per l'affitto alla Russia di aree per l'installazione di basi militari nella vicinanza di Sevastopol (attualmente unica città al mondo ad essere sede di due flotte militari di due Paesi diversi) con durata fino al 2042. In tutti i modi, una nuova base navale è in costruzione a Novorossijsk.
 
Flottiglia del Caspio, con quartier generale ad Astrachan'. Si tratta di un'unità piuttosto secondaria, che oggi sta recuperando importanza. Vittima di una spartizione in occasione dello scioglimento dell'URSS, risulta oggi composta da neanche un centinaio di unità (comprese quelle per compiti di appoggio). Attualmente in fase di riequipaggiamento, non ha a carico sottomarini, e non ha un'aviazione navale.
 
L'aviazione navale della Marina Russa (Aviacija Voenno-Morskogo Flota in russo) ha subito un forte ridimensionamento, rispetto al 1991. Infatti, mentre al momento del crollo dell'Unione Sovietica, poteva contare su ben 1.100 aerei e 60.000 uomini, nel 2006 l'organico risultava essere di 270 aerei e 35.000 elementi. La catastrofica situazione economica ha influito non solo sul lato quantitativo, ma anche su quello qualitativo: infatti, l'attività addestrativa è stata ridotta, provocando un conseguente decremento della preparazione degli equipaggi. Le dotazioni comprendono aerei da caccia Su-27, bombardieri antinave Su-24, Tu-22M e Tu-142, oltre ad aerei da pattugliamento Il-38, elicotteri ed aerei da trasporto per l'espletamento delle ordinarie attività logistiche. Per quanto riguarda la componente imbarcata, oltre che di elicotteri, sono presenti caccia Su-33, imbarcati sulla portaerei Admiral Kuznetsov. Si tratta complessivamente di una trentina di esemplari. Secondo il sito russo warfare.ru[2] le forze aeree possono contare su più di 4.000 mezzi, tra bombardieri, caccia ed elicotteri, mentre l'organico, comprendente anche le truppe antiaeree, conta all'incirca 185.000 uomini. Con questi numeri, si tratta della seconda o terza più grande aeronautica militare nel mondo, a seconda si consideri la graduatoria ordinata per numero di aerei o per quantità di personale, in confronto con l'aeronautica militare della Repubblica Popolare Cinese.
 
Attualmente la forza armata è sotto il comando del Colonnello Generale Aleksandr Zelin.
La Marina militare russa ha una propria aviazione di marina nota come Aviacija Voenno-Morskogo Flota o AV-MF. Le Forze Missilistiche Strategiche (in russo: Ракетные войска стратегического назначения России?) sono la componente delle forze armate della Federazione Russa equipaggiate con missili balistici intercontinentali a testata nucleare. Complessivamente, sono equipaggiate con un totale di oltre 500 missili, con quasi 1.900 testate. Risultano composte da circa 200.000 uomini (160.000 militari e 46.000 civili. Dati del 2000). SS-18 Satan: entrato in servizio nel 1975, è attualmente il più grande missile balistico in servizio nel mondo. Lungo circa 36 metri e pesante 217 tonnellate al lancio, è in grado di trasportare fino a dieci MIRV ad una distanza di 11.000 km (la gittata massima è di 16.000, ma con un numero di testate minore). Secondo i trattati START II, questi sistemi d’arma avrebbero dovuto essere distrutti entro il 2007, ma continuano a rimanere in servizio (si parla di radiarli nel 2020). Attualmente, ne sono schierati 75, con alcuni esemplari di riserva.
 
Questi sono i missili che pioverebbero in testa ai nemici della Russia in un eventuale guerra:
 
SS-19 Stiletto: entrato in servizio a partire dal 1982, ha una lunghezza di 27 metri ed un peso al lancio di 105 tonnellate. In grado di trasportare sei MIRV ad una distanza di 10.000 km, ne rimangono una novantina di esemplari.
 
SS-25 Sickle: entrato in servizio nel 1985, è lungo 22 metri ed ha un peso al lancio di 45 tonnellate. Si tratta di un sistema d’arma estremamente temibile, visto che può essere lanciato da una rampa mobile stradale. Questo rende estremamente difficile individuare le località di lancio. I trattati START hanno posto limiti severi all’operatività di questi sistemi missilistici. La gittata è nell’ordine dei 10.000 km ed è in grado di trasportare una testata nucleare. Attualmente, si tratta del missile russo schierato in numero più numeroso (circa 250 unità).
 
SS-27 Topol-M: si tratta del più moderno missile balistico russo, nonché del mondo. Entrato in servizio a partire dal 1997, è lungo 21 metri con un peso al lancio di 47 tonnellate. La gittata è di 10 500 km, ed è equipaggiato con una singola testata (con possibilità però di arrivare a tre-quattro). Derivato dall'SS-25, anche questo può essere lanciato da una rampa mobile. Inoltre, si tratta di un missile progettato appositamente per eludere lo scudo spaziale americano. Attualmente in produzione al ritmo di 6-7 esemplari l’anno, è in servizio in 65 unità.
 
Inoltre la Russia possiede una Forza Spaziale che consente di individuare satelliti nemici, rampe di lancio missilistiche, attivare sistemi antimissile, ecc....
 
Non so se una terza guerra mondiale vedrebbe un vincitore ed un vinto, ma siamo sicuri che dare tanto potere a stati così alieni alla democrazia possa essere un bene per il futuro dei nostri successori?
 
I Romani, nostri antenati, dicevano:
 
'Se vuoi la Pace, preparati alla Guerra'.
 
 
 

2 commenti:

  1. Sembra essere un dilemma la scelta se prendere la strada della guerra difendendo il proprio territorio oppure deporre le armi e fregarsi di ciò che succede intorno.

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