mercoledì 4 dicembre 2013

Vega

12000 anni fa, a causa della precessione degli equinozi, questa stella bianca distante 25 anni luce dal nostro Sole era la nostra Stella Polare. 

Nel 10000 AC accaddero molte cose incomprensibili ed ancora misteriose per la scienza: la repentina fine del periodo glaciale denominato 'glaciazione di Wurm', l'inondazione di interi continenti, la fine di grandi civiltà, l'inizio di eventi descritti nei testi sacri più antichi. Tutti i monumenti più antichi della civiltà umana sono stati costruiti seguendo la posizione astrale offerta dal cielo notturno di 12000 anni or sono. 

Quei costruttori ed astronomi avevano come Stella Polare proprio Vega.

Nella letteratura fantascientifica questa stella avrebbe un sistema planetario e sarebbe la dimora di Specie Aliene intelligenti.

Nella religione zoroastriana Vega era talvolta associata a Vanant, una divinità minore il cui nome significa "conquistatore". Forse i Vanant furono gli antichi conquistatori del nostro pianeta e coloro che ci fecero fare i primi passi nel progresso tecnologico?

Quante probabilità ci sono che su un ipotetico sistema planetario di Vega ci siano forme di vita complesse?

Le osservazioni effettuate dal James Clerk Maxwell Telescope (JCMT) nel 1997 hanno rivelato una "regione brillante e allungata" ad una distanza di 70 UA da Vega. Si è ipotizzato che questa struttura potesse essere il risultato di una perturbazione del disco di polveri causata da un pianeta o da un altro oggetto orbitante circondato dalle polveri. Gli astronomi del Joint Astronomy Centre, che gestisce il JCMT, hanno ipotizzato che l'immagine potrebbe mostrare un sistema planetario in formazione.Le ricerche condotte dagli astronomi, sfruttando anche i telescopi Keck, non sono riuscite a rilevare l'eventuale radiazione emessa da possibili pianeti o nane brune in orbita attorno alla stella. In una pubblicazione del 2002 si è ipotizzato che i particolari agglomerati nel disco potessero essere causati da un pianeta di massa paragonabile a quella di Giove, posto su un'orbita altamente eccentrica; le polveri si sarebbero accumulate in orbite in risonanza con questo ipotetico pianeta, dando origine ai conglomerati osservati. Nel 2003 è stata formulata un'altra ipotesi, che prevedeva l'esistenza di un pianeta di massa paragonabile a quella di Nettuno, migrato da una distanza di 40 UA fino a 65 UA in circa 56 milioni di anni, con un'orbita sufficientemente ampia da non perturbare le regioni interne del sistema e permettere quindi la formazione di pianeti rocciosi vicini alla stella. La migrazione avrebbe richiesto l'interazione gravitazionale con un secondo pianeta di massa più elevata posto in un'orbita più interna. Nel 2005, mediante l'utilizzo di un coronografo montato sul telescopio Subaru alle Hawaii, gli astronomi sono riusciti ad affinare le stime sulle dimensioni del probabile pianeta, affermando che avrebbe una massa non superiore alle 5–10 masse gioviane. Anche se un pianeta attorno a Vega non è stato ancora osservato direttamente (come è accaduto, al contrario, nei casi di Fomalhaut o HR 8799, due stelle Vega-like), o comunque confermato mediante altri metodi di individuazione, non può essere esclusa la presenza di un sistema planetario, contenente probabilmente anche degli eventuali pianeti di tipo terrestre in un'orbita più vicina alla stella. L'inclinazione orbitale degli eventuali pianeti sarebbe verosimilmente allineata al piano equatoriale della stella.

Se esistessero pianeti rocciosi in un area interna, bisognerebbe considerare la giovane età di Vega, la sua alta temperatura superficiale ed il fatto che ha 2,5 volte la massa solare. La vita sarebbe possibile in fasce più esterne, magari su lune di qualche gigante gassoso.




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