martedì 23 aprile 2013

Alieni Pelleverde di Wolf 359

La stella nana rossa chiamata Wolf 359 è una delle stelle più prossime al Sole (7,78 Anni Luce) ed è una delle meno massicce conosciute (0,09 masse solari). Recenti studi hanno evidenziato come non sia possibile l'esistenza di nane brune o pianeti gioviani rilevanti. Questo studio ha riscontrato delle anomalie gravitazionali di questa stellina che fanno intuire la presenza di uno o più pianeti di varia entità e costituzione. 

La presenza di un sistema planetario complesso non prova l'esistenza di forme di vita, specialmente su una stella nana rossa soggetta a brillamenti come lo è Wolf 359. Anche se ci fosse un pianeta orbitante nella fascia abitabile del sistema, questo dovrebbe essere molto vicino alla stella perché il calore lo raggiunga (circa 4 Milioni di Km, considerate che la Terra dista dal Sole mediamente 144 Milioni di Km). A questa distanza qualsiasi corpo celeste sarebbe imbrigliato dalla gravita di Wolf 359 ed assumerebbe un moto rotatorio sincrono, vale a dire che il pianeta orbiterebbe offrendo alla Stella la solita faccia (come fa la luna con la Terra, per intenderci). Inoltre, a questa breve distanza il pianeta nella fascia abitabile sarebbe soggetto al rischio dei Brillamenti di Wolf 359: ondate di raggi x e gamma che inesorabilmente ucciderebbero qualsiasi forma di vita organica. Lo sviluppo della vita sarebbe, inoltre, complesso perché la stella in questione emana luce rossa non adatta al 100% per la fotosintesi indispensabile per le forme vegetali. 

Se escludiamo le priorità scientifiche e valutiamo con mente libera il racconto inviatoci da Marco di Treviso, troveremo che su Wolf 359 è possibile vivere. Marco non ha espressamente indicato che il pianeta che descrive col nome di  Swamp appartenga al sistema planetario di Wolf 359, questa è una libertà che noi autori ci siamo presi.

Il racconto potrebbe sembrare frammentario, questo perché il testo è un collage di più frasi che Marco mi ha inviato in risposta a mie precise domande sull'argomento.

''Esistono vite precedenti. Esiste un energia che muove la nostra coscienza, che è la nostra anima. Questa energia è in me, Marco, e lo era in altre creature dell'Universo. L'anima mi lega a queste creature ma soltanto di una vita passata ho ricordo, soltanto in quella vita io mi ritrovo.
Io viaggio, ogni notte, per le pianure e gli acquitrini di Swamp, il pianeta che mi ha visto grande guerriero nella mia vita precedente. Nonostante che abbia lasciato questo mondo perfetto per approdare su quella che voi chiamate Terra, la mia anima appartiene al Pelleverde che fui e di notte, solo di notte, vado ad osservare la mia famiglia ed i miei cari.
Noi Pelleverde non siamo evoluti. La nostra tecnologia è paragonabile a quella dei primi Homo Sapiens. Viviamo in grotte o in capanne nella zona del crepuscolo, dove la notte eterna lotta con il fuoco ardente del giorno senza fine.
L'aria sa di elettricità ed è densa poco meno dell'acqua.
In questa zona, umida, ventosa, tempestosa, milioni di specie viventi ravvivano il pianeta immersi in sterminate basse foreste dove l'acqua è ovunque. 
La mia famiglia vive là, vedete? Ai piedi di quella bassa collina. Siamo cacciatori costretti dal fato a praticare l'arte della guerra contro i nostri simili.  Nel mio villaggio la società è suddivisa in due caste: Guerrieri e Cacciatori. I Padri Anziani che governano le caste sono due. 
Abbiamo la pelle verde, siamo anfibi, il nostro sistema nervoso è composto da due organi principali: uno è il cervello primario all'interno della scatola cranica, l'altro è un cervello secondario protetto all'interno del bacino, attaccato all'osso sacro.
Le femmine della nostra specie sono fragili ed il loro compito è quello di sistemare le uova in luoghi acquatici protetti. Le uova sono senza guscio e necessitano di essere immerse in acqua dolce.
Non conosciamo pensieri teologici, non consideriamo l'idea che ci siano divinità.
Nella mia vita passato ho combattuto molte battaglie contro villaggi vicini al mio per il controllo delle zone di caccia. In una di queste battaglie sono morto. Ho vissuto una vita breve e non ho esplorato il mio mondo come avrei voluto. Ed è per questo che ora che la mia anima torna libera in quei posti, mi permetto di vagare in territori inesplorati e di approfondire la conoscenza dei due emisferi senza correre nessun rischio.''

Ringraziamo Marco per la fantastica Mail e lo invitiamo a scriverci nuovamente.




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