sabato 23 marzo 2013

Peste Americana : Rischiamo L'Estinzione?

Albert Eistein disse: '...se le Api dovessero scomparire, all'uomo resterebbero 4 anni di vita su questo pianeta...'

La peste americana è un battere denominato Paenibacillus Larvae ed è innocuo per l'essere umano in quanto si sviluppa nei favi degli alveari di Api e si nutre delle sue larve. L'unica cura per questa malattia consiste nel bruciare gli alveari e sterilizzarli con soda caustica o tramite esposizioni radioattive.
Questo bacillo è estremamente resistente: si distruggono dopo 30 minuti a 100 °C e dopo 15 minuti a 120 °C), ai disinfettanti chimici, cloro, radiazioni UV (20 minuti), iodati e acqua calda con qualunque additivo.

La malattia colpisce la covata allo stato larvale e non causa alcun danno all'ape adulta. La larva si infetta ingerendo le spore di Paenibacillus larvae per mezzo delle api nutrici. Quest'ultime infatti, nel liberare l'alveare dalle larve morte, contaminano le loro appendici boccali con le spore contribuendo a distribuirle per tutta la colonia e svolgendo, quindi, un ruolo determinante nella diffusione della malattia. La germinazione delle spore e la loro trasformazione in bacilli si ha tra le 24 e le 48 ore dal momento in cui sono penetrate nell'intestino delle larve. I batteri non possono attraversare la parete intestinale fino a che la larva si converte in propupa. Quando ciò avviene, i batteri si legano all'emolinfa e proliferano moltiplicandosi in modo rapidissimo fino a uccidere l'ospite. La larva si secca all'interno della cella, generando una sacca dalla quale possono uscire fino a 2,5 miliardi di spore. Le larve di meno di 24 ore necessitano di sole 6 spore per venire infettate mentre quelle di tre giorni devono ingerire milioni di spore per contrarre la malattia, trascorso tale periodo ne restano difficilmente infette.

Questo bacillo sembra imbattibile ed insieme ad altre malattie, ed all'uso di pesticidi ed insetticidi in agricoltura, stanno decimando gli alveari in tutto il mondo.

Ma cosa accadrebbe al nostro pianeta se le Api si estinguessero? 

Certo, le api, piccoli esserini laboriosi, che mediante l'impollinazione garantiscono la riproduzione di frutta e verdura, infatti in mancanza di questo splendido insetto non ci sarà più verde sul pianeta con conseguente decesso degli animali erbivori che non avrebbero più di che nutrirsi. Le statistiche parlano chiaro delineando un quadro drammatico: un terzo degli alveari di ape domestica è scomparso, identica sorte per quelli delle api selvatiche che soccombono nella competizione con altre specie. Ad ogni modo non tutti si rendono conto del loro grande valore economico, essendo responsabili dell'impollinazione delle piante per un valore di circa 10 miliardi di euro l'anno. La storia della decimazione delle api ha radici molto profonde e precisamente ha avuto inizio già dalla fine degli anni sessanta in Francia dove, l'uso di una molecola di un insetticida che, applicato direttamente ai semi di mais e girasoli, veniva poi assorbito dall'intera pianta nel corso della crescita, così uccidendo l’insetto. Le api infatti impollinavano le piante trattate, raccogliendo insieme al polline il veleno contenutovi, lo riportavano all'alveare avvelenando così l'intero sciame. Il prodotto in questione, pur essendo stato proibito proprio perché altamente nocivo per l’insetto, fu sostituito da uno simile altrettanto letale, successivamente ne è stata addirittura vietata la vendita, autorizzandone però in ogni caso l'applicazione fino ad esaurimento scorte, insomma tutta una serie di manovre sbagliate che delineano proprio quella poca importanza che viene attribuita all’insetto operaio. 

In Italia invece nel 2008 il numero di api si è dimezzato e con Decreto ministeriale del 17 settembre 2008 è stata sospesa l’autorizzazione all’impiego di alcune sostanze attive, i neonicotinoidi, che sono state causa del processo di sterminio delle api, poi nel 2009 il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha finanziato il programma di ricerca denominato APENET con lo scopo di monitorare i fenomeni di spopolamento e mortalità degli alveari in Italia. Sarebbe talmente importante offrire tutela alla vita dello sventurato insetto, come è altrettanto importante che i luoghi incontaminati dove le api svolgono naturalmente la propria attività, possano essere preservati, così da non togliere loro i propri habitat naturali e far del bene, in questo modo, anche a noi stessi.

L'esistenza delle Api è strettamente legato a quello dell'essere Umano. Dovremo cambiare modo di vita ed incominciare a rispettare l'ambiente che ci circonda... perché da un momento all'altro le Api potrebbero raggiungere il Numero di Non Ritorno, ovvero, le Api potrebbero entrare nella loro fase di estinzione non reversibile. 

L'Essere Umano rischia di Estinguersi? 

Forse le Api sperano di si. 

Fonti: CNN, Wiki


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