domenica 31 marzo 2013

Cambiamenti Climatici 2013: Agricoltura Italiana a Rischio

Il Clima terrestre ha avuto molti cambiamenti radicali nel corso dell'esistenza del nostro pianeta. Queste repentine variazioni climatologiche sono dovute a catastrofi naturali, attività solare, moti astronomici oppure al ciclo del carbonio.

Negli ultimi migliaia di anni di vita della madre Terra, un essere ha fatto la sua comparsa ed è causa di uno dei molti mutamenti climatici avuti nel corso dei millenni. Il periodo storico che stiamo vivendo conosce un rapido cambiamento del clima terrestre, il primo scatenato dall'azione di una minuscola ed insignificante creatura: l'uomo.

L'azione androgena sta alterando l'equilibrio del ciclo del carbonio: miliardi di metri cubi di combustibile fossile viene arso ogni anno immettendo nella nostra atmosfera una quantità inaudita di anidride carbonica.
Si stima che la concentrazione atmosferica di anidride carbonica prima della rivoluzione industriale fosse 280 ppm (parti per milione), e che quindi sia aumentata del 35% dai tempi della rivoluzione industriale e del 20% dal 1958. La combustione dei combustibili fossili (carbone, petrolio) è la causa di questo aumento per il 64%, mentre la deforestazione è la seconda con il 34%. 
La CO2 è un componente fondamentale dell'atmosfera terrestre perché - insieme al vapore acqueo e al metano - intrappola la radiazione infrarossa della luce solare riflettendola nuovamente verso la superficie terrestre (il cosiddetto effetto serra) impedendo alla Terra di raffreddarsi.

Ogni anno, le concentrazioni di CO2 aumentano di 2 ppm mentre la temperatura del pianeta sale ed il clima impazzisce. Catastrofi e cataclismi, inondazioni e siccità sono ormai estese a tutto il globo. 

Ecco cosa accade nelle Campagne Italiane in questa primavera:

Nelle campagne non ci sono più le mezze stagioni. Sempre piu’ spesso ormai i cambiamenti climatici stravolgono i tempi dell’agricoltura, con effetti diretti sulle colture. Se quest’estate le temperature tropicali e il caldo prolungato fino a ottobre hanno imposto ai produttori di anticipare le raccolte, dall’uva al grano fino alle olive, ora quest’inverno che tarda a finire fa slittare in avanti le nuove semine e “gela” le primizie. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori. Gli effetti dei cambiamenti climatici sono sempre piu’ evidenti, soprattutto agli occhi dei nostri agricoltori che si trovano costretti a cambiare i calendari “classici” del lavoro nei campi -sottolinea la Cia-. Negli ultimi anni gli eventi climatici estremi non sono piu’ cosi’ rari e ci siamo abituati a stagioni da “record”: l’estate 2012 e’ stata la seconda piu’ calda di sempre e ora questo marzo e’ il piu’ freddo dell’ultimo mezzo secolo. E le conseguenze di questa tardiva ondata di maltempo sull’Italia, con gelo e neve al Nord e piogge violente al Centro-Sud, ancora una volta si abbattono prima di tutto sul settore primario. Finora i danni maggiori -spiega la Cia- si riscontrano sui terreni argillosi, che trattengono l’acqua in superficie. Qui le piogge violente degli ultimi giorni hanno provocato allagamenti estesi, che impediscono tutti quei lavori in campo che preparano le semine: dall’aratura alla fresatura del suolo. Con uno slittamento in avanti delle operazioni di semina degli ortaggi estivi. Il gelo invece sta mettendo a rischio le primizie primaverili come fragole, carciofi, asparagi e fave, tutte colture che si trovano nella fase finale della crescita, che e’ anche la piu’ delicata -sottolinea la Cia-. Ora temperature cosi’ rigide alla fine di marzo possono danneggiarle irrimediabilmente pregiudicandone la raccolta.

In Europa continuiamo a parlare senza prendere nessuna decisione forte:

La Commissione europea ha adottato ieri un documento consultivo che segna l’avvio di un dibattito pubblico sull’architettura ottimale di un nuovo accordo internazionale in materia di lotta ai cambiamenti climatici. La comunicazione consultiva solleva questioni fondamentali e sollecita i pareri delle parti interessate sul nuovo accordo che deve essere concluso entro la fine del 2015 e la cui applicazione è prevista a partire dal 2020.La comunicazione consultiva sollecita il contributo delle parti interessate, degli Stati membri e delle istituzioni su come strutturare al meglio l’accordo del 2015 che istituirà un sistema internazionale per lottare contro i cambiamenti climatici dopo il 2020. La consultazione pubblica online è aperta fino al 26 giugno. Una conferenza delle parti interessate sarà organizzata a Bruxelles il 17 aprile.

Dobbiamo cambiare il nostro stile di vita abbandonando ogni attività industriale legata all'impiego di combustibili fossili. Dobbiamo farlo subito o in futuro i nostri figli si ricorderanno amaramente delle nostre scelte scellerate. 

Fonti: Meteoweb, Eurodesk,

Nessun commento:

Posta un commento