domenica 9 dicembre 2012

Adduzione Continua

Vi proponiamo la lettura dell'esperienza 'diversamente normale' di Rita.

Dalla mail del 3 Dicembre 2012.

Alle 3 e 30 circa del mattino venni svegliata da un forte ronzio. Un ronzio insistente e fastidioso. La luce lunare, filtrando dalla piccola finestra, illuminava pallidamente la mia stanza. All'epoca avevo 17 anni.
Cercai di capire cosa fosse quel rumore e tentai di alzarmi per osservare dalla finestra. Mi accorsi di essere immobilizzata da una forza invisibile. Urlai. Chiamai mio padre e mia madre.... ma non vennero. Correva l'anno 1986.

Quella sera di 27 anni fa, fui rapita da creature aliene. Fu la prima di una lunga serie. 

I primi anni che subivo questi eventi reagii con indifferenza. La mia vita, fin'allora splendida, non doveva cambiare di una virgola... doveva procedere dritta verso gli scopi che mi ero prefissata. Successivamente, i rapimenti si fecero più frequenti e le 'piccole operazioni' che subivo divennero molto più intrusive e dolorose. 

Passarono gli anni. La dolce età era ormai alle spalle. Rapimento dopo rapimento mi resi conto di essere stata a contatto con questi alieni da tutta la vita. Mi sono sempre chiesta perché, dopo una vita d'addotta, mi resi conto soltanto a 17 anni delle mie condizioni. 

Chi erano questi alieni? Cosa volevano?

Non credo che fossero creature organiche. Erano piccoli, senza abiti, senza sesso, senza bocca. Avevano due piccole fessure al posto del naso e due grandi occhi scuri senza iride ne pupilla. Non ho avuto modo di parlare con loro. Nessuno di loro ha comunicato con me in nessun modo. Quando ero nel loro covo il mio corpo era gestito da loro. Nelle operazioni chirurgiche, che avvenivano senza anestesia e senza che io venissi legata, il mio corpo stava rigido e silente. Il dolore era lancinante ma la mia bocca non si apriva e le mie corde vocali restavano immobili. 

I rapimenti finirono nel 1999, almeno spero. Improvvisamente chiusero il contatto o vollero che io non ricordassi più dei nostri spiacevoli incontri. 

Non ho mai chiesto aiuto a nessuno. Ho una famiglia numerosa e meravigliosa. Ho un lavoro importante. Credo, come ho sempre creduto, di essere una donna dura, che trova soluzioni, che non pone problemi. Questi eventi così drammatici sono per me fonte di incertezza più che terrore. 

Negli anni ho cercato di darmi spiegazioni. Perché volevano me? Che operazioni ho subito?

Sul corpo non ho cicatrici. I risultati dei chek-up medici non hanno mai riscontrato niente di anomalo. Quello che penso, e lo penso con razionalità, è che quegli esseri lavorano per conto di altri. Altri alieni loro costruttori e, forse, nostri creatori. Penso che le adduzioni servano per correggere il nostro DNA e per valutare, a campione, i progressi evolutivi del nostro genere. Il fine di questo lavoro alieno mi resta incomprensibile. 

Un saluto. 

  

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