lunedì 3 settembre 2012

Roma: Adduzione e Terrore


Il testo seguente, che noi de 'La Gazzetta del Mistero' vi offriamo, è un racconto inviatoci da Martina, una ragazza della provincia di Roma. Una notte piovosa e squarciata da tremendi lampi alcuni esseri irrompono nell'intimità della camera della giovane. Esseri orribili che le fanno passare attimi di sofferenza e terrore. 
I contenuti della mail sono forti e consigliamo la lettura ad un pubblico maturo e cosciente del fatto che la realtà di Martina è puramente sua, personale.


Sono giorni che piove. Vivo sola in un piccolo appartamento ed è triste passare le giornate a contare le gocce di pioggia che cadono sbattendo sulla finestra della mia umile stanza. I libri si fanno leggere lentamente. Un sonno febbrile irrompe sempre... puntuale verso sera ormai da un mese. Mia madre dice che è la primavera. Io avevo un po' paura. Una paura sottile. Una vocina dentro la testa mi suggeriva che c'era qualcosa che non andava nella mia salute psichica. Gli occhi si chiudevano contro la mia volontà e sempre alla stessa ora: 19:17. Non è l'ora precisa... non può essere... ma, minuto in più o in meno... ci siamo. 
Quel giorno volli resistere alla tentazione di dormire. Mi alzai in piedi. Camminai. Fumai una sigaretta. 
E' da poco che vivo da sola. Da quando sono maggiorenne. Mio padre ha voluto che io vivessi in centro da sola per iniziare a vivere, per iniziare a conoscere la vita, le responsabilità.  
Fumai un'altra sigaretta ed un'altra ancora, facendo avanti ed indietro dal soggiorno al balcone... finalmente guardai l'ora: 19 e 18. Tirai un sospiro di sollievo. Il sonno che mi scorticava gli occhi stava passando velocemente. Feci volare l'ultimo mozzicone fuori dalla finestra con un gesto rapido delle dita. 
Il cielo plumbeo. Gocce di pioggia scivolavano sulla tenda del balcone. Fuori, il panorama era oscurato da una macchina volante. Un'astronave? Non saprei. I contorni erano sfocati... i suoi colori lugubri. Alcuni riflessi color muffa rifinivano il suo oscuro aspetto. Emetteva un suono sordo ed impercettibile. 
Un Raggio illuminò parte del mio soggiorno per pochi secondi lasciando un odore intenso di materiale elettrico-chimico... ed alcuni ospiti. Ospiti orribili: alti circa 50 cm, con molti arti... Assomigliavano a scarafaggi giganti. Avevano parti meccaniche e delle tenaglie davanti ad una minuscola bocca. Erano molti e mi circondarono.... ero immobile: il terrore mi vinse. Uno di loro mi ferì con un pungiglione retrattile che gli uscì dal ventre e caddi priva di sensi. 

La mattina seguente mi svegliai con un forte mal di testa e pensai che quello che vi ho appena scritto fosse un incubo... non certo realtà. Poi andai in bagno per farmi una doccia affinché l'acqua trascinasse nello scarico anche il ricordo di quel sogno vomitevole. Mi spogliai dei pochi indumenti che avevo su. Mi guardai allo specchio e.... un piccolo scarafaggio era appollaiato sulla mia spalla. Io urlai e calpestai quella bestia più volte. Quando finii mi accorsi che lo scarafaggio non esisteva e che avevo calpestato le nude mattonelle con la pianta del piede. 

Da allora ho un sonno regolare. Anche se in altre occasioni ho avuto la sensazione che qualcosa da un remoto angolo della galassia mi stesse osservando. Ispeziono sempre il mio corpo in cerca di cicatrici e cose simili.... (gli addotti hanno cicatrici strane!) ma io non le ho. 
Non ho mai fatto uso di droghe (pesanti), non sono alcolizzate, non assumo psicofarmaci, non ho problemi con i maschietti... sono lucida, brillante e intellettualmente attiva.... Ma.... SIAMO SICURI CHE QUELLO CHE HO FATTO E' SOLTANTO UN SOGNO?

Ringraziamo la nostra lettrice per averci inviato la sua esperienza 'diversamente normale'. 

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