venerdì 17 agosto 2012

Londra 2012 & Massoneria


La Gazzetta del Mistero vi propone la lettura di un interessante articolo riguardante i giochi olimpici appena conclusi, pubblicato da Sergio Modigliani il 13 agosto 2012 sul sito You-ng.it.

Nell’attuale mondo visivo mediatico, la “simbolica” occupa un posto fondamentale. E’ il perno decisivo della Guerra Invisibile. Sostiene un mio commentatore che si firma Nino “Non c'è peggior sordo di chi non vuol capire, di chi segue le sue tesi precotte, pronte da mangiare senza alcuna fatica per pensare. Il sistema ci ha abituato a questo perché ci ha tolto l'opportunità di ragionare con la nostra testa, ma per fare questo è necessario che ci sia un'informazione corretta affinché ognuno possa farsi un'opinione fui fatti e non sulla falsificazione dei fatti.
Le Olimpiadi sono un grande fenomeno, una manifestazione di massa gestita da fini ed intelligenti massoni che se ne servono per manipolare le menti umane. Forse non era così agli inizi, nell'antica Olimpia, anche se già allora c'era lo sfruttamento politico della manifestazione da parte dei potenti dell'epoca. Ma questa visione della realtà pochi ce l'hanno perché significa voglia di ricerca, curiosità, desiderio di andare oltre le apparenze.
Ma per affrancarci da questa forma di schiavitù invisibile dobbiamo prendere in considerazione anche ciò che ci fanno apparire improbabile o impossibile. Di questi tempi, molto spesso la verità è ben diversa da quella ufficiale e non è detto che ciò che viene creduto da miliardi di persone sia sempre vero. Qualcuno diceva: poiché miliardi di mosche preferiscono la cacca vuol dire che questa è un ottimo cibo!”.

La manifestazione rock di chiusura è stato un chiaro e forte segnale da parte dell’oligarchia dominante: attraverso la musica pop, il glamour, il divismo più deteriore, sono in grado di garantire il circensis a tutti. Che cosa c’entrino le affascinanti  e miliardarie top-model con le atlete che fanno sport, apparentemente può sembrare un contro-senso. Che cosa c’entrino miliardarie divette del gossip con la Josefa, Jessica, la Di Francesco, la Cagnotto, e tutte le altre migliaia di atlete da tutto il mondo, può sembrare sconcertante. Che cosa c’entrino delle vecchie cariatidi ammuffite, che ancora puzzano di naftalina, con le esigenze dello sport multi-etnico planetario, può sembrare incomprensibile.
Non lo è.
E’ perfettamente in linea con il paradosso della surrealtà che viviamo.
In un mondo sottoposto a una perdurante videocrazia, dove l’apparenza si è sostituita alla sostanza, la visibilità ha preso il posto della competenza e l’appiattimento di massa ha sostituito la produzione di idee, lo spettacolo offerto dalla chiusura delle olimpiadi calza a pennello. Serve per riportare l’esistenza delle masse al loro posto: ciò che conta per davvero non è l’agonismo ma la celebrità; non è la prestazione come sfida per superare i propri limiti, ciò che conta, bensì l’esibizione che garantisce visibilità; è il Glamour a fare il mercato e non la Cultura. Questo è ciò che l’Impero Britannico ci ha offerto a nome di tutti.
E’ stata anche la prima olimpiade “ufficialmente” massonica. E questo è il messaggio più interessante. Tutta la simbologia scenografica è masonic style 100%. Ad un certo punto hanno costruito davanti ai nostri occhi una piramide con la punta staccata e ripresa dall’alto e ci hanno mostrato la squadra massonica sulla base della fiaccola, con un accurato gioco di luci sfavillanti tali da far apparire 25 grossi riflettori come una specie di occhio sospeso, praticamente hanno riprodotto il retro dei biglietti da un dollaro.
E’ stata la prima volta nella Storia, dalla rivoluzione francese in poi, che la massoneria è uscita allo scoperto in maniera così sfacciata, ovvia, volutamente e dichiaratamente ovvia.
Perché?
Oh beh, qui si apre il campo e si dà alla stura alle più diverse interpretazioni.
La mia, personalissima (e vale quanto qualunque altra, quindi, non chiedetemi il link, perché non esiste) consiste in una dichiarazione planetaria di stallo che all’interno contiene una comunicazione che –a mio avviso- è falsa e fuorviante: e cioè “la massoneria ha il totale controllo planetario nella gestione dell’inconscio collettivo”. Non è vero. Anzi, questo è il punto. E’ un messaggio per gli amanti del complottismo, della dietrologia da bar, per i sciagurati che pensano la massoneria sia un blocco compatto, unico, totalizzante. Non lo è. E’ fatto soltanto per mettere paura.
La massoneria è una complessa organizzazione composta da bravissime nobili persone mescolate a orrendi squali criminali, insieme. L’esibizione così smaccatamente sfacciata è un “memento” che sa di richiesta di patteggiamento: è l’ala conservatrice britannica che sta proponendo di trovare un accordo tra le diverse fazioni per gestire il nuovo ordine mondiale ma a condizione che si seguano gli ordini della finanza oligarchica. C’è un’ala che non è d’accordo. Barack Obama e Mitt Romney sono entrambi massoni, così come lo erano sia George Bush che Franklin Delano Roosevelt. Ma le loro concezioni esistenziali sono opposte. E la Grande Partita, cioè la Olimpiade Sociale Europea, la si giocherà a Londra, nei sotterranei del Potere che conta.
La vera partita la si gioca tutta, ma davvero proprio tutta, intorno alla figura del più famoso e autorevole massone britannico degli ultimi 100 anni, John Maynard Keynes. Perché a settembre entreremo nell’occhio del ciclone e le due fazioni si scontreranno in maniera brutale. Chi vuole metterlo in soffitta definitivamente, e chi vuole, invece, riproporlo (riadattato alla post-modernità) come punto di riferimento di una autentica ripresa socio-economica planetaria. E’ ciò che mi auguro, cioè che si scontrino. Se si mettessero d’accordo, per i popoli, quantomeno quelli occidentali, sarà l’ingloriosa fine della democrazia. Non esiste accordo possibile. O è l’una o è l’altra. L’ottimo negoziatore Mario Draghi (notoriamente la sua riconosciuta miglior competenza)  è stato messo lì, in bella posta, a fare proprio questo: a metterli d’accordo nel nome del business. Spero che ce la faccia Keynes e i massoni che hanno rispettato la sua geniale eredità. Non a caso, un totem mediatico superbo, che ben rappresentava l’immaginario collettivo della cultura British (e non solo) si è rifiutato di essere coinvolto a qualunque titolo nella kermesse olmpica. “Sorry, I’m not a clown, I’m just a rockstar”.
Si chiama Mick Jagger.
E non fa mistero delle sue attuali simpatie laburiste, obamiane, hollandiane. Ma soprattutto è il più forte sostenitore britannico (tra i totem di massa) della teoria economica di Keynes. Va in giro per la Gran Bretagna a spiegare perchè ci può salvare tutti.
E’ stato il Grande Assente dell’olimpiade massonica di Londra 2012.
E’ parte del paradosso della surrealtà.
Tra qualche mese ci si ricorderà soltanto di lui.
Mick Jagger sarà l’unico che potrà candidamente affermare, senza timore di smentita “Io a Londra non c’ero”.
E non è roba da poco, di questi tempi.
Così la vedo io.
Fonte: You-ng 

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