domenica 26 agosto 2012

L'esperienza di Mattia


La lucidità e la razionalità con cui è stato raccontato l'evento che vi proponiamo ci ha angosciati. Mattia ha vissuto attimi nei quali tutte le certezze che aveva accumulato fino ad allora hanno vacillato. Attimi tremendi  che hanno dato inizio ad una ricerca silenziosa, ostinata, ordinata per scoprire la verità su gli Alieni, su se stesso. 

L'esperienza di Mattia:

Ho sempre pensato di mettere per scritto la mia "esperienza", ma non sono mai stato sicuro su come pormi nel raccontarla. E' giusto fare le dovute premesse e farvi capire prima di tutto chi sono, anche perché se aveste voglia di continuare a leggere sarebbe opportuno sapeste che non sono di certo un mitomane, né tantomeno uno che cerca di farsi nuove amicizie, anche perché prima che vi poniate i dovuti dubbi sulla seguente testimonianza sappiate che io stesso mi sono fatto le prime domande da solo, per capire se il mio subconscio (o compagnia bella) mi avesse tirato un brutto scherzo. Ho fatto le mie dovute ricerche, ed in tutto il mio percorso non c'é mai stato un momento in cui abbia dato per scontato spiegazioni provenienti da altri campi che non fossero quello ufologico, in primis quello neurologico.

Disegno di Mattia allegato al racconto. 
E' il 2 Gennaio (di quest'anno), siamo tra le 14:30 e 15:30 del pomeriggio, piove, e ci troviamo a casa mia in pieno centro a Prato. Aspetto degli amici per le 16:30, e dopo aver passato la mattinata a montare (faccio regia e montaggio video), decido di farmi una penichella sul letto proprio dietro la postazione del mio computer. Chiudo le ante della finestra, così che l'unica luce ad arrivare in camera mia sia quella del lucernario di cucina, sufficiente per rigirarsi al buio. Mi sdraio vestito, in posizione fetale, sul letto, mi copro con un plaid e prendo sonno. Ora, come dico sempre a tutti coloro che hanno sentito la mia storia a voce, dico sempre che il mio sonno é stato il tipico sonno senza sogni ad eccezione dell'istante prima del risveglio. Prima di destarmi infatti vedo varie immagini, come se (me la sono spiegata da montatore) qualcuno mi avesse letteralmente sparato un migliaio di frame in testa (ciascuna rappresentante una scena diversa). Mi soffermo su questo perché poco dopo il fatto buttai giù lo schizzo dell'ultimo "frame" (e su questo ci torniamo dopo). Così mi sveglio, ed é bene confermarvi che é così, riconosco infatti il mio letto,la mia stanza e l'illuminazione (poca) con la quale l'avevo lasciata prima di addormentarmi, mentre la prima cosa a stonare é che mi ritrovo in un altra posizione rispetto a come mi ero coricato. Sono disteso a pancia in giù con le braccia lungo i fianchi, ma sulle prime la cosa non mi preoccupa, infatti, come detto, ero in piena fase risveglio, e non mi preoccupa nemmeno un brevissimo suono metallico (quasi un versetto) proveniente dalla mia destra. Inizialmente il mio cervello m'invita a credere che sia il suono del mio cellulare, ma poco dopo realizzo che é sul comodino alla mia sinistra e che non uso mai la suoneria, così, vuoi perché stavo riprendendo pieno possesso delle mie facoltà mentali, vuoi per uno stato d'inquietudine che si stava via via formando, cerco di muovermi verso il comodino per accendere la lampada, ma non riesco a muovermi, ad eccezione della testa. A quel punto comincio a divincolarmi, e in un gesto di stizza caccio un urlo di rabbia, ma non mi esce un suono, e da lì in poi comincio ad essere terrorizzato, anche perché, oltre a realizzare di non avere più il controllo del mio corpo, ho la sensazione di non essere solo nella stanza. Comincio a sforzarmi di urlare, ma riesco solo ad emettere suoni fiochi, e la cosa accresce in me ancor di più il panico e forse (ma non ricordo esattamente) arrivo alle lacrime (lo dico per farvi capire in che stato fossi). Così continuo a dimenarmi nel tentativo di voltarmi ed a sforzarmi di urlare, sono quasi alle convulsioni quando si verifica l'evento che ad oggi non mi permette più di dormire serenamente al buio da solo. Il materasso alla mia sinistra si piega, lo percepisco chiaramente, sento il peso di una persona (o quello che é) sedersi accanto a me e poco dopo la pressione di una mano sulla mia schiena, quasi in un gesto di rassicurazione. Così a quel punto mi riaddormento, o per meglio dire svengo, perché é questo che é successo, infatti ero quasi al collasso. Mi sveglio (non so quanto più tardi) e d'istinto mi volto sulla porta aperta della mia stanza ed ho quasi l'impercettibile sensazione di vedere un ombra (non troppo alta) allontanarsi, ma su quest'ultimo dettaglio non sono del tutto sicuro. Mi alzo, a dire il vero, tranquillo, quasi non mi fosse successo nulla, ma dal mettermi le ciabatte all'arrivare presso la macchinetta del caffé mi torna tutto alla memoria e così mi ritrovo a disegnare il "frame", e disegno l'ultima cosa che avevo visto prima dell'inquieto risveglio: un uomo molto alto, imponente, vestito di un abito sacrale, con spalline, capelli ritti, mento adunco e posizionato sotto un arcata. Lo vedo completamente in nero, in controluce, l'illuminazione infatti proveniva da oltre l'arcata, ed era quella grigia di un giorno di pioggia, la stessa di quel giorno. Faccio notare che le mie finestre sono ad arco, con una forma molto simile a quello disegnato, e che, sempre nello schizzo, ho tracciato una linea orizzontale a metà del tizio misterioso, perché inizialmente mi é sembrato di scorgere un terrazzo alle sue spalle. Ovviamente chi si é fatto una cultura in campo ufologico, volente o nolente, come me, avrà facilmente associato il disegno al tipico identikit dell'Horus, o almeno a me é ciò che é sembrato in seguito (non l'avevo mai visto né tantomeno sapevo nulla al riguardo prima dell'evento). Ci sono altri dettagli che potrebbero essere aggiunti alla vicenda, considerazioni personali che ho tratto, ma direi che mi sono dilungato fin troppo. Cocludo dicendo che sono 'perfettamente conscio che molte altre persone hanno subito questa esperienza (non penso certo di essere più speciale di altri o illuminato dal signore) e ad oggi, se me lo chiedete, sono convinto che la mia esperienza rientri nel campo dell'adduzione, nonostante continui a seguire e a cercare confronti nell'ambito psicoanalitico, anche perché dopo eventi del genere sarebbe fatale (almeno per me) avere troppe certezze sulla faccenda. Spero di essere stato il meno confusionario possibile nell'esposizione e che la mia testimonianza possa essere utile in qualche modo, aveste domande o punti oscuri da chiarire non esitate a chiedere.

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