martedì 28 febbraio 2012

Tempesta Geomagnetica - 28 Febbraio 2012

Sembra che la nostra magnetosfera abbia delle difficoltà nel ripararci ancora dal vento solare. Qualcosa sta cambiando nella rotazione del nucleo terrestre? Il cambiamento predicato e predetto dai Maya si sta pian piano verificando?
Intanto, ad alte latitudini, ci possiamo godere aurore infinitamente esplosive, colorate ed immense.

 Ieri sera, per la seconda notte di fila, gli osservatori del cielo di tutto il Circolo Polare Artico hanno assistito al suggestivo spettacolo delle aurore. “Non ho mai visto niente di simile a questo“, dice Aaro Kukkohovi, che ha fotografato un’eruzione di luce da Lumijoki, un comune della Finlandia: “Che fantastica esplosione di energiaIl tutto soffiava come in un buco del campo magnetico terrestre appena sopra di noi!” La sua retorica non è lontana dal vero. La causa delle aurore è stata l’apertura di una crepa nella magnetosfera terrestre. Il vento solare versato ha alimentato quindi una tempesta geomagnetica di classe G1. Questo straordinario evento si è verificato alle altissime latitudini, comprese la Scandinavia, l’Islanda e la Groenlandia.


Articolo Originale: Meteo Web

Nel Gennaio 2012, Meteo Web scriveva:

In questi giorni stiamo assistendo a violente eruzioni solari, e molto spesso ci troviamo di fronte a classificazioni non propriamente comprensibili a tutti. Sentiamo infatti parlare di brillamenti, espulsioni solari, classi di potenza. Cosa vuol dire tutto questo? I brillamenti solari (in inglese Flare), sono gigantesche esplosioni che avvengono sul Sole che inviano energia, luce e particelle ad alta velocità nello spazio. Queste eruzioni sono spesso associate a tempeste magnetiche solari note come espulsioni di massa coronale (CME). Sono certamente i più comuni eventi solari, ma non gli unici: la nostra stella può anche emettere flussi di protoni molto veloci – noti come particelle solari energetiche (SEP) e disturbi del vento solare. Tutti questi fenomeni possono interferire, tra le altre cose, con le comunicazioni radio ad onde corte, con i segnali GPS e sulle reti elettriche terrestri. Sono inoltre in grado di disturbare i satelliti presenti in orbita intorno al nostro pianeta. L’attività solare aumenta ogni 11 anni circa in quello che viene definito ciclo di Schwabe, e il sole si sta muovendo verso un altro massimo solare, probabilmente previsto nel 2013. Ciò significa che queste attività risulteranno sempre in aumento, e che queste particelle cariche, alcune delle quali molto intense, raggiungeranno con sempre maggior frequenza la Terra. La National Oceanic and Atmospheric Administration ha ideato categorie tra le tempeste varie. I brillamenti più intensi sono conosciuti come “brillamenti di classe X”, in un sistema di classificazione che divide i brillamenti solari in base alla loro forza. Quelli più piccoli sono invece di classe A, seguiti dalla classe B, C, M. Ogni lettera rappresenta un aumento di 10 volte della produzione di energia. Quindi un evento di classe X è dieci volte più violento di uno di classe M e 100 volte più intenso rispetto alla classe C. All’interno di ciascuna classe, vi è una scala suddivista da 1 a 9 che contraddistingue una sottosezione. I brillamenti di classe C sono troppo deboli per influenzare in modo significativo il campo magnetico della Terra. Quelli di classe M invece possono causare blackout radiofonici molto brevi ai poli, e tempeste di radiazioni che potrebbero mettere in difficoltà gli astronauti nello spazio. L’eruzione più violenta si è verificata nel 2003 durante l’ultimo massimo solare, così potente che ci fu un sovraccarico dei sensori di misurazione. I brillamenti di classe X sono di gran lunga le più grandi esplosioni del nostro sistema solare e sono bellissime da guardare. Nei più grandi eventi, questi processi possono produrre tanta energia quanto un miliardo di bombe all’idrogeno. In questi giorni stiamo assistendo ad una sempre maggiore attività solare. Il primo brillamento di classe X del ciclo solare in corso, si è verificato il 15 Febbraio 2011, seguito da molti eventi durante la scorsa estate. Lo scorso 23 Gennaio 2012 un’eruzione di classe M8.7, accompagnato da un’espulsione di massa coronale, ha creato una delle tempeste più violente degli ultimi anni. L’ente spaziale americano (La NASA) e la NOAA, così come la US Air Agenzia Meteo Force (AFWA), mantengono una vigilanza costante per il monitoraggio di brillamenti e tempeste magnetiche associate. Attraverso i preavvisi infatti, molte tecnologie, tra cui i satelliti e i veicoli spaziali, possono essere protetti da conseguenze più gravi.


Articolo Originale: Meteo Web

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