mercoledì 25 gennaio 2012

Intervista a Maurizio Baiata


1) Baiata ed il giornalismo. Cosa l'ha condotta verso il mestiere di Reporter? Qual è il rapporto che ha con la sua professione e come la interpreta?

R: Ho iniziato come giornalista e critico musicale nel 1969, pubblicando per il settimanale Ciao 2001. La spinta era doppia: il fatto di avere intuito che la Musica Rock era parte integrante della mia vita e che, avendo avuto un grande maestro quale Walter Mauro, famoso critico Jazz e letterario che è stato mio professore d’Italiano al liceo, sembrava avessi una certa predisposizione per la scrittura. Ebbi molta fortuna ad approdare al Ciao 2001 e poi ad affermarmi.  Di tutt’altra natura la mia seconda vita professionale come giornalista investigativo. Molto più dura. Durissima considerando che in Italia, più che in altri Paesi, la verità delle cose non può venire a galla. Speravo che con l’Ufologia si potesse aprire una falla nelle mura del silenzio, ma se il mio lavoro è servito a qualcosa, penso che sia riuscito solo a risvegliare ulteriormente coscienze già sveglie.


2) Maurizio studente aveva sogni. Quali sono i sogni infranti e quali quelli che si sono tramutati in realtà?

R: Da giovanissimo il mio sogno era l’America e per due volte ho potuto toccarne con mano la realtà, trascorrendovi lunghi anni nel bene e nel male. I sogni infranti sono soprattutto da individuare nella sfera della vita personale, rispetto agli affetti e alle difficoltà di vivere rapporti, anche di amicizia, che continuassero nel tempo. Le delusioni più brucianti sono arrivate dalle pugnalate alle spalle da parte di persone che ritenevo amiche, soprattutto colleghi sia nel campo musicale sia in quello ufologico che hanno tradito la mia fiducia. E, in più, la cui invidia resta nel tempo. Oggi, mi reputo un uomo felice e lieto di essere fra noi.


3) Perché si è specializzato in temi Ufologici? 

Perché è un campo di ricerca meraviglioso, vivo e vitale, pieno di incognite alle quali dobbiamo fare del tutto per dare risposte ed essendo giornalista, pensavo di essere in grado di portare un contributo alla divulgazione della verità.. Perché sentivo dentro, per destino, che era quello che ero stato chiamato a fare. 


4) Se dovesse dare un consiglio a un giovane reporter....

In primis, accettare di fare la gavetta, ma non di portare il caffè ai redattori, ai capi, per ingraziarseli. Fare la cronaca, anche la nera, imparare a fare i titoli e a "leggere e capire" la notizia che poi si andrà a elaborare e mettere in pagina per i lettori, ai quali è necessario portare il massimo rispetto. Non scendere a compromessi che la tua coscienza non sopporta. Il sistema ti chiama sempre, cercando di portarti dalla sua parte e, rifiutando questo invito, devi sapere che esistono delle implicazioni e delle conseguenze del gioco, che vanno al di là delle regole di base del giornalismo, quelle che impongono il dovere di rispondere alle domande: Cosa, chi, dove, quando e perché.  


5) Quali sono le sue aspirazioni e i suoi progetti?

Come ricercatore indipendente, che attraverso il mio blog le persone possano capire che tutti abbiamo un Blues da piangere. Era il titolo di un magnifico album del Perigeo, grande formazione di Jazz e Progressive Rock italiano con la quale ho avuto la fortuna e l’onore di lavorare nei primi anni ’70. Che aver iniziato a scrivere libri io possa continuare a farlo. Che possa tornare a fare ciò che è stato una mia grande passione: la Radio. Che possa impegnarmi fattivamente nel campo delle abductions/esperienze di contatto, aiutando le persone a superare i traumi e soprattutto a non sentirsi sopraffatte dalla paura del proprio vissuto, per quanto assurdo possa apparire. Ci sono ragioni più elevate all’origine di questo fenomeno.


6) Libertà di Informazione: differenze tra Italia e USA.

Immense e abissali. Qualità della vita e rispetto civile lontani anni luce. Riscontrati in campo anche professionale, ufologico. Per il resto, si corrono gli stessi rischi, ma solo quando sei al vertice, non alla base di una struttura di ricerca o di divulgazione. Questo secondo livello (alla base) comporta in Italia maggiori frustrazioni, perché l’ufologia italiana è inquinata dalle pressioni e dagli interessi dei servizi segreti.


7) Esperienza in USA: positiva o negativa?

Positiva. Ho imparato moltissimo, sul piano umano e su quello professionale. Dirigere una rivista in Inglese è stato esaltante.


8) Salvato dagli Alieni: cosa significa? Spieghi il suo libro ai nostri lettori.

R: È un saggio autobiografico, un racconto a mosaico di esperienze vissute per 40 anni, sino alla fine del 2009. Il titolo scaturisce dalla mia esperienza di pre-morte a seguito di un incidente stradale nel 1971, che si collega alla mia abduction del 1999. Nelle due occasioni, ho potuto appurare solo molti anni dopo grazie alla regressione ipnotica, che “loro”erano presenti.


9) Qual è stato l'apice della sua carriera fino a questo momento?

R: In Italia, dirigere la mostra “Mysteria” a Roma, la più grande manifestazione di settore mai organizzata in tutto il mondo. In America, sentire l’emozione della gente che affollava la grande sala dell’Hotel Flamingo a Laughlin, in Nevada nel 2006, mentre parlavo di mio padre, un bambino siciliano di sei anni emigrato negli USA all’inizio del Ventesimo secolo.


10) Ma.... gli alieni sono tra noi? Quali razze aliene crede che abbiano preso contatto con Noi terrestri?

R: Sono da sempre fra noi e con noi. Io parlo per esperienza vissuta: ho visto accanto a me i Grigi. Sono altresì convinto che altre razze interagiscano con noi e sono certamente di livello superiore ai Grigi.


11) Dia un giudizio sull'Ufologia del CUN.

R: No Comment. 


12) Cosa pensa del modo di operare del CICAP?

R: Credono di potersi servire solo del cervello. Dimenticano il cuore e l’anima.


13) Teorie di Malanga: sue valutazione e riflessioni.

R: Lo potrete leggere non appena avrò pubblicato sul mio blog l’intervista che Corrado ha gentilmente accettato di concedermi. 


14) Ufologia sulle reti nazionali: un giudizio su come questo tema viene affrontato.

R: Non viene affrontato.

15) Chi le è stato vicino durante tutti questi anni e chi si sente di ringraziare per essere l'uomo che è adesso?

R: Ho messo un lungo elenco di persone nei ringraziamenti in apertura del mio libro. La persona alla quale devo di più è la mia compagna, siciliana, sempre nel mio cuore e ogni giorno di più.

GRAZIE MAURIZIO.
Intervista realizzata da Simone Pagni

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