lunedì 22 agosto 2011

Un Padre Immenso

Vi presentiamo una mail fattaci pervenire in Aprile 2011. Questo addotto racconta scorci di vita drammatici vissuti a causa di interferenze aliene.

...Mio padre si è suicidato quando io ero bambino. Si è impiccato in un Manicomio. Questo me l'hanno detto quando raggiunsi un età adulta. Mio padre aveva visioni e, spesso, era preda di tremendi attacchi epilettici. Dalla sua bocca serrata uscivano grugniti inquietanti. Prima del suo ricovero erano frequenti le volte che lo sentivo urlare. Diceva di non essere lui. Si guardava allo specchio piangendo. La sua mano cercava di cancellare l'immagine che aveva di fronte. Non capivo. No. Dopo ho compreso. Molto dopo.
Mia madre si sposò nuovamente quando io avevo 15 anni con un uomo incapace di parlarmi. Non quanto lo era mio papà. Abbandonai tutti e mi diressi nella più grande città che conoscevo. Mio padre mi controllava sempre. Ogni angolo di pelle. Cercava di ridere, di far finta di giocare, ma io capivo, dalla luce dei suoi occhi, che aveva paura. Nella metropolitana, il giorno stesso che decisi di affrontare i miei mostri da solo, scoprii di avere un segno sulla caviglia: sembrava un neo. La mia mente andò a cercare il ricordo di mio padre che controllava pezzo per pezzo la mia pelle. Più tardi conobbi mia moglie. Belli gli anni settanta. Decisi di sposarmi con lei. Era bellissima. Lo fu per poco. Pochissimo. Dopo aver avuto il nostro primogenito, il nostro rapporto divenne silenzioso, privo di complicità e amore. Non l'ho ancora lasciata anche se mio figlio è adulto. Non so perché. Forse perché è l'unica che sopporti la puzza che esce dalla mia bocca ogni mattina. Adduzione. Adesso è un gioco parlarne. Io ho cercato di farlo ma... L'unico che avrebbe potuto facilitarmi le cose era morto. Ho dovuto concentrarmi. Mettere insieme i pezzi. Informarmi. Nel 1999, in una sera di maggio, riuscii a capire che ero sempre stato contattato da entità aliene. Dopo quarantasette anni. Piccoli esseri con la pelle grigio scuro. Tre piccoli mostri. Uno di loro doveva essere il capo. La sua mano indicava una direzione. La sua mano era rovente. Vidi il niente nei loro occhi. Erano vuoti. Fu mio padre a salvarmi. Presi visione del fatto che anche il mio tanto amato genitore fu un Addotto per tutta la vita. Bastardi. Feci resistenza ed i piccoletti mi strinsero con le loro manine roventi. Resistetti fin quando un oscura figura entrò dalla finestra. Un essere enorme. La stanza divenne immensa ed io piccolissimo. Ho aggrottato la fronte ed ho voluto che svanissero nel niente, che si polverizzassero. Come un miracolo, i quattro alieni nella stanza si scomposero in miliardi di frammenti e svanirono. Negli ultimi 12 anni, la mia vita è completamente cambiata. Respiro. Adesso sono padre e sono il figlio di un uomo immenso.

Nessun commento:

Posta un commento