domenica 7 agosto 2011

Il Mattatoio Alieno

Dopo molte settimane di silenzio, i nostri lettori hanno ripreso ad inviarci le loro esperienze 'diversamente normali'. Ogni esperienza raccolta rappresenta una faccia da aggiungere a quel prisma infinito che è la nostra realtà.

Serena è una ragazza di 21 anni che vive a Verona. Vi offriamo l'esperienza di Serena raccontata con parole sue:

''Ho vissuto la mia vita spensieratamente, felice e mai attratta da cose fuorvianti come l'Ufologia o altre cose pseudo-scientifiche. Molti miei amici sono appassionati del 'Mistero'... Io sono appassionata alle soluzioni dei misteri. Sono razionale e logica. Non ho mai avuto paura del buio. Mai... prima di vivere l'esperienza che sto per descriverti.
Un mio amico ha già scritto alla vostra ''Gazzetta'' senza però veder pubblicato neanche una parola del suo racconto. Questo mio amico non ha avuto da voi neanche una parola d'aiuto e mi ha suggerito di non inviarvi niente. Io voglio che la mia esperienza venga conosciuta, non ho bisogno del vostro aiuto. Il vostro aiuto è inutile perché solo io posso risolvere i miei problemi.

Due mesi fa, all'inizio di questa orrenda estate, avevo terminato il mio turno di lavoro e stavo dirigendomi a casa: erano le 22 e 30. Quando arrivo nel cortile della mia abitazione trovo mia madre e mio padre davanti al cancello d'ingresso. Io abbasso il finestrino dell'auto e chiedo loro perché mi stessero aspettando. Loro mi fecero notare che ero in ritardo di 5 ore: il loro orologio segnava le 3:04 mentre l'orologio digitale della mia auto segnava le 22:36.
La fabbrica dove lavoro dista 5 km da casa mia. Cinque ore per percorrere 5 km.
Andai a letto senza dormire in preda ad un attacco di panico. La mattina seguente scesi in garage per controllare meglio l'auto ma non notai niente di strano. Pensavo di essere stata drogata e violentata chissà da chi...
Premo il pulsante di apertura del garage. La porta di metallo non si apre come dovrebbe. Invece di slittare verso l'alto si apre come un diaframma: dal centro si creò un apertura che si allargò velocemente. Io feci un salto dallo spavento. Ero senza respiro. Mi voltai per fuggire ma quella che avevo alle spalle non era la mia abitazione.
Un mattatoio. Esseri umani appesi con ganci alla gola a rastrelliere infinite. Le carcasse, completamente nude ed insanguinate, si muovevano a scatti repentini.
Una mano si posò sulla mia spalla. Mi voltai e con immenso terrore mi resi conto di essere di fronte ad un essere identico a me stessa. Questa ''cosa'' incominciò ad urlare sconvolta ed a dirmi che le avevo rubato la vita. Disperata si mise a sedere con le mani sulla testa lasciandomi senza parole e con la certezza di vivere un incubo.
All'improvviso sentii un rumore cigolante provenire dall'alto: una mano meccanica prese ''l'altra me stessa'' e la prelevò portandola verso l'alto fino a farla svanire.
Una grande vetrata dominava il mattatoio dietro la quale sembrava esserci una clinica immensa dove esseri umani venivano curati da quelli che voi esperti chiamate ''Grigi''. Questi umani non sembravano prigionieri ma semplici pazienti. I loro volti erano distesi e scambiavano battute tra loro.
A fianco della vetrata c'era un interruttore. Io, pensando servisse ad aprirmi una via d'uscita dal mattatoio, lo premetti. Subito mi resi conto di essere nuovamente nel mio garage. Il sole era già alto nel cielo, guardai l'ora ed erano passate 3 ore e mezzo.
Da quel giorno di giugno, non ho più avuto esperienze così terribili. Non ho più sognato e non ho approfondito molto il perché delle mie visioni. La paura che mi è rimasta e la sensazione d'angoscia sono indescrivibili.''

Ringraziamo Serena per la confessione. Il racconto (soltanto in parte rivisto da noi nella forma) ci ha fatto correre un brivido gelido lungo la colonna vertebrale.

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