giovedì 14 luglio 2011

Cannibalismo e Assassini Cannibali

Mangiare carne di esseri della propria specie. Tamburi. Il loro suono riecheggia tra i palazzi delle moderne città come in passato tra la fitta vegetazione di una foresta. Il Cannibalismo rituale nasce con la civiltà umana. Mangiando la carne della persona morta ci si poteva appropriare delle sue doti.
Nei riti Endocannibali, cioè nei riti dove vengono mangiati componenti della propria comunità, consumare la carne del defunto serviva a non lasciar perduta la sua memoria e le sue esperienze, rappresentava un atto di stima ed affetto poiché le carni del defunto non avrebbero mai conosciuto la putrefazione.
Nei riti esocannibalismo, cioè nei riti dove si divoravano i nemici uccisi o catturati nei vari combattimenti, l'atto di cannibalismo aveva un duplice significato: era il riconoscimento del valore del nemico e serviva come atto intimidatorio verso i nemici che ancora erano in vita.
In archeologia, il più antico ritrovamento di ossa con chiari segni di scarnificazione e macellazione risalgono ad 800 mila anni fa e messo in atto dall'Homo Antecessor Europeo nella penisola iberica.
Il cannibalismo è presente nel passato di tutte le culture di ogni continente: dall'africa nera, all'america latina, dai Khmer Rossi in Birmania che si cibavano della cistifellea estratta da persone ancora in vita, ai Niam Niam che per continuare i loro riti muovevano guerra ad altri popoli pacifici.
Nel nostro presente, il cannibalismo rituale sembra essere vinto dalla civilizzazione, dall'industrializzazione e dalla globalizzazione. Ormai è raro trovare gruppi di persone che consumano carne umana tradizionalmente.
Sembra però che l'istinto collettivo porti a volte a degli sfoghi violenti. La società moderna affamata di carne umana fa nascere veri e propri mostri divoratori. Voglia di Cannibalismo ed il sesso represso si uniscono forgiando menti deviate, nascoste dietro facce comuni....
Vincenzo Verzeni: Il primo omicidio risale all'8 dicembre 1870 quando la quattordicenne Giovanna Motta, che si stava recando nel vicino comune di Suisio per visitare alcuni parenti, scompare nel nulla. Il suo cadavere viene ritrovato 4 giorni più tardi, gravemente mutilato: il collo mostra segni di morsi, le interiora e gli organi genitali sono stati asportati e la carne di un polpaccio è stata strappata. Alcuni spilloni trovati accanto al cadavere fanno pensare che Verzeri abbia praticato del piquerismo durante o dopo le sevizie.Il 10 aprile del 1871 Verzeni importuna Maria Galli, un'altra contadina, che lo segnala alla polizia. Il 26 agosto dello stesso anno aggredisce Maria Previtali (non legata ad Angela) spintonandola violentemente e cercando di morderla al collo. Nel 1872 Verzeni uccide Elisabetta Pagnoncelli, il cui cadavere viene ritrovato in condizioni simili a quello di Giovanna Motta: segni di morsi sul collo, organi asportati e lembi di carne strappati.
Karl Denke: il 20 dicembre 1924, Denke venne arrestato dopo aver ferito un vagabondo che aveva ospitato in casa sua con un'ascia. La polizia perquisì casa Denke trovando parti umane (carne sotto sale, pelle, grasso e denti in grossi recipienti), bretelle e lacci fatti in pelle umana e un registro contenente i dettagli di alcune decine di persone che Denke aveva assassinato e cannibalizzato nel corso degli anni. La notizia del suo arresto scandalizzò la popolazione: Denke era conosciuto prima di allora per le sue opere di bene verso i poveri e i vagabondi del paese. A volte infatti li ospitava in casa dandogli vitto e alloggio senza pretese oppure elargiva abbondanti elemosine alla parrocchia. Per questo veniva anche soprannominato "Padre Denke".La carne di alcune sue vittime era stata venduta al mercato di Breslau a basso prezzo, spacciata per carne di maiale. Il giorno dopo il suo arresto, Denke venne trovato impiccato nella sua cella d'isolamento, e la verità sui fatti non poté essere completamente accertata. La polizia lo ha trovato colpevole di almeno 31 vittime ma è fortemente sospettato di circa 40 omicidi in totale.
Fritz Haarmann: Dal 1919 al 1924, Haarmann commise almeno ventiquattro assassinii, e forse molti di più, fino a oltre 27. Le sue vittime erano "ragazzi di strada" che vagabondavano attorno alle stazioni ferroviarie, che Harmann portava nel proprio appartamento, per poi ucciderli mordendoli alla gola in uno stato di frenesia sessuale. Durante il processo, si sparse la voce che avesse venduto la carne delle sue vittime al mercato nero spacciandola per maiale, ma non esiste alcuna prova sulla verità di tale diceria. Assieme a lui fu processato il suo complice, Hans Grans, un giovane ladruncolo e prostituto, amante fisso e convivente di Haarman, che rivendeva i vestiti delle vittime. Haarmann fu infine scoperto quando diversi resti ossei, che aveva scaricato nel fiume Leine, riemersero.
Jeffrey Dahmer: Arrestato il 22 Luglio 1991, è conusciuto meglio col nome ''Il Mostro di Milwaukee. Le diciassette vittime degli omicidi di Dahmer erano principalmente uomini o ragazzi (prevalentemente omosessuali) di etnia afroamericana o asiatica e, come rilevato in seguito dalla polizia, con precedenti penali di una certa entità alle spalle. Il killer li adescava nei pressi dei luoghi di ritrovo per omosessuali fingendosi un fotografo in cerca di modelli oppure col pretesto di vedere film dal contenuto hard e bere qualcosa insieme, oppure semplicemente proponendo loro un rapporto sessuale. Le vittime venivano in seguito narcotizzate ed uccise tramite strangolamento o pugnalamento, subivano talvolta atti di necrofilia ed infine venivano squartati con una sega. Tutta l'operazione era documentata da Dahmer tramite varie fotografie che illustravano il processo in ogni singolo passo. Le parti asportate dai corpi venivano conservate in freezer come cibo, oppure disciolte nell'acido oppure messe in formaldeide. Le teste erano invece bollite per rimuoverne la carne, lasciando il teschio nudo, il quale veniva dipinto per farlo sembrare di plastica. Dahmer sottopose inoltre alcune vittime ad esperimenti di lobotomia iniettando, tramite fori trapanati nel cranio, acido muriatico o acqua bollente nel cervello delle vittime, con l'apparente scopo di creare zombie, ma provocando piuttosto la morte dei malcapitati.
Armin Meives: Meiwes è stato artefice di un omicidio violento e del successivo cannibalismo della sua vittima, che aveva conosciuto in precedenza tramite internet.Dopo aver inserito un annuncio sul web nel marzo 2001, fu contattato da una vittima desiderosa di farsi macellare e cannibalizzare: si trattava di un omosessuale copofrago tedesco, proclive ai piaceri della prostituzione, afflitto da turbe psichiche ed avvezzo all'automacerazione fisica.Meiwes gli somministrò una forte dose di sonniferi, gli mutilò il pene eretto e lo mangiò in sua compagnia, dopo averlo fatto saltare alla fiamma con aglio ed olio in un tegamino. Infine, lasciatolo dissanguare per ore in una vasca da bagno, lo sezionò e ne congelò le carni, riservandosi il piacere di mangiarle a propria discrezione.

Nessun commento:

Posta un commento