sabato 16 luglio 2011

Assedio di Marra

Estate 1098, un piccolo reggimento del grande esercito occidentale guidato da Raimondo IV di Tolosa e Boemondo di Taranto si inoltrò nel territorio protetto dalla ormai caduta Antiochia in cerca di tesori e gloria. Il gruppo di crociati era comandato da un Cavaliere di nome Raimondo Pilet, il quale si rese conto che un gran numero di soldati turchi provenienti da Aleppo si riunirono nella guarnigione di Marra (attualmente città Siriana). In questa cittadina (10000 abitanti) si rifugiarono anche molti civili sopravvissuti alla avanzata cristiana nella regione di Antiochia così da compromettere le riserve di grano e di alimenti.


Il gruppo di crociati comandato da Pilet arrivò sotto le mura di Marra dopo una lunga serie di attacchi a villaggi ed insediamenti agricoli completamente indifesi con l'unico scopo di depredare e uccidere.
In pochi giorni di assedio, la guarnigione turca cadde ed i crociati si riversarono in città. I soldati turchi che si arresero furono uccisi immediatamente mentre la popolazione fu bloccata all'interno della città e poi decimata.
I cronisti arabi, tra tutti Ibn al-Athir vissuto poco dopo il fatto, descrivono lo sterminio di 100000 civili in pochi giorni da parte dei crociati. I sopravvissuti furono resi schiavi.
Rodolfo di Caen, un cronista che partecipò all'assedio, descrive atti di osceno cannibalismo dovuti alla mancanza di cibo nelle riserve cittadine. I corpi venivano squartati per cercare tesori ingoiati dai civili e poi divorati per fame o per fanatismo.

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