martedì 21 giugno 2011

La Stella di Barnard


Anche detta HIP 87937, questa nana rossa è invisibile ad occhio nudo poiché possiede una magnitudine apparente molto debole (9,54), quindi il suo studio deve essere svolto con telescopi.
La stella ha il più veloce moto proprio conusciuto nel cosmo, 10,3 secondi d'arco all'anno, che le permetteranno tra 11700 anni di passare dagli attuali 6 anni luce di distanza dal sole a 3,8 anni luce, punto minimo raggiungibile dopo il quale, nella sua corsa, tornerà ad allontanarsi.
Questa piccola stella è stata resa celebre da Peter Van de Kamp che nel 1963 dette la notizia di aver scoperto delle perturbazioni di moto tali da presupporre la presenza di un pianeta gioviano orbitante attorno alla nana rossa (teoria non confermata dalle odierne tecnologie). Oggi questa notizia passerebbe inascoltata perché sono già stati scoperti innumerevoli pianeti extrasolari ma nel '63 c'era addirittura chi pensava che il Sole fosse l'unica stella ad avere un sistema planetario. Il clamore e l'euforia furono talmente intense che la British Interplanetary Society (http://gazzettadelmistero.blogspot.com/2011/03/british-interplanetary-society.html) progettò una navicella spaziale che potesse raggiungere e studiare la stella di Barnard in 50 anni. Questo progetto prese il nome di progetto Daedalus (http://gazzettadelmistero.blogspot.com/2011/03/progetto-daedalus.html) che, purtroppo, non fu mai portato a compimento.
La missione ci avrebbe regalato dati importantissimi ma non sicuramente la risposta alla domanda ''siamo soli nell'universo?'' perché, come quasi tutte le nane rosse, anche la stella di Barnard è soggetta ad una variabilità micidiale per qualsiasi forma di vita prossima alla stella.

1 commento:

  1. Mah questa degli outburst delle nane di classe M incompatibili con zone di abitabilità stellare non sembra affatto confermata dai recenti modelli di evoluzione planetaria. L'unico problema è che sono stelle fredde e bisogna stargli vicino vicino...

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