venerdì 24 giugno 2011

Ipnosi ed Ipnosi Regressiva

Ipnoterapia.

La pratica della ipnosi ha una storia molto lunga. Esistono alcune testimonianze scritte riguardanti tale pratica che risalgono alla civiltà sumera; successivamente essa è stata adoperata per secoli in diverse pratiche orientali fra cui lo Yoga. Tuttavia fino al 1770 l'ipnosi non è mai stata utilizzata per scopi terapeutici. Il primo a farne questo uso è stato Franz Mesmer, il quale magnetizzava i suoi pazienti passando lievemente le mani aperte, dall'alto verso il basso, sul loro corpo. In seguito Milton Erickson eseguì degli studi che lo portarono ad elaborare un paradigma di intervento per la comprensione delle dinamiche ipnotiche.
Un altro fondamentale contributo alla tecnica ipnotica lo si deve a Jean Martin Charcot, che operò a Parigi nella seconda metà del diciannovesimo secolo e con il quale collaborò anche S. Freud. L'ipnosi è una tecnica terapeutica che si basa sulla provocazione di uno stato di trance nella persona; ottenuto ciò l'ipnoterapeuta procede con l'aiuto alla persona attraverso induzioni, ristrutturazioni, analogie, utilizzo di immagini mentali, ed altre tecniche finalizzate al raggiungimento degli obiettivi concordati con il paziente.

Esistono molte leggende, miti e luoghi comuni sull'ipnosi che vanno sfatati. Tali false informazioni traggono origine da fenomeni di disinformazione prodotti in gran parte dagli show televisivi e non solo, i quali spaventano molte delle persone che potrebbero ricavare beneficio da questo genere di terapia. Sono tanti infatti coloro che ritengono, senza possedere basi concrete per farlo, che l'ipnosi eserciti un controllo sulla persona che la vive e possa essere utilizzata per circuirla.

Sebbene siano possibili fenomeni come l'induzione di un'amnesia, o la perdita di coscienza durante una seduta ipnotica, non accade quasi mai che questi processi siano indotti nella pratica clinica e, cosa ancora più importante, va specificato che attraverso l'ipnosi non è possibile manipolare le persone in misura maggiore di quanto possa avvenire guardando uno spot commerciale o ascoltando un bravo oratore.

Il lavoro dell'ipnoterapeuta consiste nell'analizzare il problema lamentato dal paziente e valutare quanto l'ipnosi possa aiutare la persona; svolta questa operazione preliminare, terapeuta e paziente decidono di comune accordo quale tecnica sia più adatta al caso, nel totale rispetto persona, delle sue esigenze e dei suoi valori.

L'ipnosi non rappresenta un rimedio a tutti i mali, tuttavia si presta in maniera particolarmente efficace a tutta una serie di sofferenze psichiche, fra cui i disturbi d'ansia. Il suo effetto positivo sulla riduzione degli stati d'ansia è stato comprovato da diversi studi.

La tecnica si basa sull'induzione di uno stato di rilassamento fisico e mentale nel paziente, il quale genera uno stato più ricettivo verso gli stimoli provenienti dal subconscio. Tale stato può essere ottenuto per esempio invitando la persona a concentrare i propri pensieri su un oggetto specifico. Attraverso l'ipnosi si creano i presupposti per poter accedere con maggiore facilità alle risorse interne della persona, risorse in grado di produrre effetti benefici, o anche solo permettere alla persona di vedere i problemi in maniera diversa e più costruttiva.

Il terapeuta, dunque, non ordina dall'esterno al soggetto ciò che deve fare o credere, bensì lo aiuta nella ricerca delle sue risorse interne che possono servirgli per stare meglio. Lo stato ipnotico non è un sonno profondo o uno stato di incoscienza completa: si tratta piuttosto di una sorta di dormiveglia in cui le difese razionali agiscono con meno efficacia. Nei metodi moderni si invita il paziente ad accomodarsi ad occhi chiusi su un lettino rilassante, o anche a rimanere in posizione eretta.

Un vantaggio della psicoterapia basata sull'ipnosi è quello di fornire risultati immediatamente visibili e percepibili, infatti essi sono evidenti già dopo le prime sedute.
Milton Erickson consigliava di avere un atteggiamento di apertura nei confronti dei propri ricordi e nelle conoscenze immagazzinate nell'inconscio. Impariamo ad avere fiducia nell' inconscio iniziamo a fare direttamente la sua conoscenza.

Erickson affermava:

"l' inconscio è un deposito di ricordi e capacità ,ai quali si può far ricorso anche dopo molti anni, scoprendo delle cose che ci fanno meglio comprendere perché in questo presente siamo fatti, in un certo modo o abbiamo determinate reazioni .....ecc ecc.

" I nostri guai non vengono da quello che non sappiamo. I nostri guai vengono dalle cose da cui sappiamo che non ci vengono guai" Will Rogers

Così com'è riportato nel testo 'La mia voce ti accompagnerà ' Milton Erickson aggiungerebbe:

"E più guai ancora ci vengono dalle cose che sappiamo, ma che non sappiamo di sapere"

"Non è sempre necessario fornire le ragioni delle nostre azioni, è però necessario avere delle mete immediate e raggiungibili !"

"Ciò di cui abbiamo bisogno non è la volontà di credere, bensì il desiderio di scoprire" B. Russel

La realizzazione personale, proviene dall'interno, quindi coloro che hanno soprattutto una referenza esterna , dovrebbero impegnarsi a creare un' equilibrio che rafforzerà sempre di più il proprio sentire interiore e il proprio potere personale.
Per operare su noi stessi ed ottenere risultati sempre più marcati nei settori di nostro interesse o superare i nostri limiti o credenze dobbiamo comunicare con il nostro inconscio, entrare in contatto con lui , visualizzare le situazioni desiderate e infondere emozioni più costruttive a queste situazioni; dopo varie ripetizioni ci accorgeremo che ciò su cui abbiamo portato intensamente l'attenzione diventerà parte del nostro vivere quotidiano.

Ci renderemo conto che sarà semplice andare a rivivere delle emozioni vissute nell'infanzia e riportarle al qui ed ora, .....sarà bello capire, che un'emozione di cui vorremmo liberarci, possiamo andare a recuperarla nel nostro vissuto, ristrutturare quel momento e portare quell'apprendimento ad oggi e scoprirci ad un tratto in uno stato d 'animo diverso, volto al positivo, provando un senso di leggerezza e di meraviglia.

Ipnosi Dinamica

Erickson parlava al paziente contemporaneamente su due livelli: quello inconscio e quello conscio sembrando infatti spesso che le sue parole non avessero molto senso. Utilizzava molto la metafora e aneddoti ottenendo anche in tale campo guarigioni "magiche"; Utilizzava la tecnica di proiettare il paziente in un futuro immaginario in cui vivesse il raggiungimento di un obbiettivo. Chiedeva al paziente ogni tipo di scena in una sfera di cristallo e ricorreva frequentemente alla regressione di età, alla distorsione temporale in cui sembra che il tempo si accordi e a quello, che chiamava pseudo-orientamento nel tempo; quest'ultimo consiste nel portare il soggetto in ipnosi profonda, in uno stato di dissociazione, in cui crede di aver già fatto una cosa che ritiene al di là delle sue possibilità.

Distorsione temporale

Con l' ipnosi l'ipnostista suggerisce al paziente di immaginare di trovarsi in qualche momento nel futuro e abbia già vissuto quello che nella realtà non è ancora avvenuto. Questa procedura è stata utilizzata con esiti positivi con i pazienti depressi.

Erickson utilizzò occasionalmente anche tecniche comportamentiste, in situazioni di eccessiva dipendenza dai genitori.

Prescrizione del sintomo

Egli chiedeva ad una persona, di assumere volontariamente un certo comportamento, nella speranza di eliminarlo o di portarlo sotto il suo controllo.Dire al cliente di fare quello che faceva già. Per esempio nel caso delle diete, continuare a stare a dieta per tre settimane poi rimpinzarsi. Metodo base nella terapia di M. Erickson per dare il via a un piccolo cambiamento.

Richard Bandler e John Grinder analizzarono ciò che avveniva nelle sedute terapeutiche, in termini sia di uso del linguaggio, sia dei messaggi verbali che venivano scambiati e misero in evidenza il fatto che le persone hanno la tendenza a rispondere usando prevalentemente un canale sensoriale specifico.

Nella loro opera sostengono che nella terapia bisogna mirare a comunicare con i processi inconsci.

Entrambi partono dall'idea che esiste una parte di noi, che ci fa fare ciò che non vorremmo, o che ci impedisce di fare ciò che vorremmo, e che tale parte agisce in nostro nome ed in qualche modo nel nostro interesse. Così facendo, non cercano di eliminare un comportamento ma di integrarlo, e aiutano il paziente a trovare delle alternative che lo conducono allo stesso scopo.

fonte: http://www.tecniche-ipnosi.com http://www.nienteansia.it




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