mercoledì 22 giugno 2011

Alain Aspect - Non Località della Materia

Non essendo dei Fisici Quantistici, io e Massimiliano (che comunque abbiamo fisici notevoli) abbiamo dovuto studiare un paio d'anni per comprendere gli esperimenti compiuti da Alain Aspect in quel di Parigi nel 1982 insieme a due ricercatori dell’Istituto di Ottica dell’Università di Parigi (Jean Dalibard e Gerard Roger). Grazie a dei macchinari costruiti appositamente per l'occasione, il fisico francese riesce a risolvere un dibattito in corso da mezzo secolo tra i Classicisti ed i Quantistici dimostrando l'ipotesi di 'non località' della teoria quantistica.
Riesce a dimostrare che la teoria di Bell è violabile. Voi mi chiederete che cosa sia la teoria di Bell ed io cercherò di spiegarlo in poche righe e non in una vita intera come sarebbe opportuno.
Il Realismo Locale del pensiero Classicista sono le nozioni intuitive che gli attributi delle particelle abbiano valori definiti indipendentemente dall'atto di osservazione, e che gli effetti fisici abbiano una velocità di propagazione finita. Bell ha dimostrato, teoricamente, che il realismo locale impone delle restrizioni su certi fenomeni, che non sono richieste dalla meccanica quantistica. Queste restrizioni sono chiamate disuguaglianze di Bell ed Aspect, con i suoi esperimenti, ha dimostrato la validità di tale teoria.
L'esperimento di Alain Aspect è molto semplice: un atomo di calcio viene posto al centro del macchinario da dove due piccole canalizzazioni si diramano verso i bordi esterni. A metà di questa canalizzazione c'è una diramazione a T verso l'alto ed in corrispondenza di solo una delle due biforcazioni è stato inserito un cristallo bifrangente che possiede la capacita di deviare il corso di un fotone con una probabilità del 50%. L'atomo di calcio quando decade genera due fotoni i quali 'corrono' ognuno in una canalizzazione. Il Fotone 'A' corre lungo la canalizzazione dove è stato posto il cristallo bifrangente; il fotone 'B' corre lungo la canalizzazione libera. Quando il fotone 'A' non viene deviato dal cristallo, entrambi i fotoni proseguono il loro percorso fino al termine della canalizzazione dove è stato posto un rilevatore di fotoni. Quando il fotone 'A' viene deviato in alto dal cristallo, continua la sua corsa nella canalizzazione verticale della diramazione. Il Fotone 'B', che non è ostacolato da nessun cristallo, al momento che il fotone 'A' subisce la deviazione, anch'esso devia il suo percorso verso l'alto.
Questa è la dimostrazione in laboratorio che alcune particelle, come quelle componenti la luce, sono 'non locali'. In realtà il fotone 'A' ed il fotone 'B' sono lo stesso fotone quindi tra le due prospettive la comunicazione è istantanea superando il limite fisico della velocità della luce.



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